Costa Smeralda: non è coronavirus, la nave riparte

Il traghetto, bloccato nel porto di Civitavecchia, riparte oggi pomeriggio verso Savona dopo che i test sulla passeggera hanno dato esito negativo. Nel frattempo si registrano i primi casi confermati di coronavirus in Italia

Gli accertamenti effettuati ieri dalle autorità sanitarie italiane sull'ospite a bordo di Costa Smeralda hanno dato esito negativo, e il caso è quindi riconducibile a una comune influenza. La situazione a bordo della nave, ormeggiata a Civitavecchia, è sempre stata sotto controllo - fa sapere la compagnia - e il personale di bordo ha fornito la massima assistenza possibile.

Il personale medico a bordo aveva individuato l'altra notte un caso di forma febbrile sospetta su una 54enne, poche ore prima dell'arrivo della nave a Civitavecchia. Non appena rilevato il caso, sono state immediatamente attivate a titolo precauzionale le procedure previste, informando le Autorità, che all'arrivo della nave al porto di Civitavecchia hanno dato seguito a tutti gli accertamenti necessari.

La nave salterà lo scalo di La Spezia e rimarrà ormeggiata a Civitavecchia sino alle ore 18, quando ripartirà alla volta di Savona, riprendendo quindi il suo programma regolare di crociere. Costa Crociere ha offerto la possibilità agli ospiti che sarebbero dovuti sbarcare ieri a Civitavecchia di poter pernottare a bordo.

Nel frattempo si registrano i primi casi confermati di coronavirus in Italia: si tratta di due turisti cinesi arrivati a Roma da qualche giorno, che facevano parte di una comitiva che alloggiava in questi giorni in un albergo di via Cavour: ora sono ricoverati in osservazione all'ospedale Spallanzani di Roma. La conferma dei primi contagi in Italia è stata data dal premier Giuseppe Conte. La comitiva con la quale viaggiavano i due turisti ora in isolamento allo Spallanzani era atterrata all'aeroporto di Milano Malpensa. Il gruppo potrebbe aver fatto tappa in altre città prima di arrivare a Roma. Per precauzione sono stati bloccati tutti i voli da e per la Cina.

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Il rettore dell'Università di Genova, Paolo Comanducci, ha inviato una lettera all'intero Ateneo. «Raccolgo e diffondo l'invito, ricevuto dai ministri di Università e ricerca e della Salute, a disincentivare ogni partenza per e dalla Cina se non estremamente necessaria. L'invito - conclude il rettore - si estende anche ai viaggi di natura personale». Misura analoga ha adottato il liceo linguistico Deledda.

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