Cinghiali, l’appello di Mai: «Fondamentali i volontari con licenza per il contenimento»

L'assessore regionale all'Agricoltura e alla Caccia torna sull'emergenza ungulati dopo lo stop della Corte Costituzionale alla legge del 2015 e la Conferenza Stato Regioni

Troppi pochi agenti della Polizia Metropolitana (ex Provinciale) e troppi cinghiali - e problemi - cui far fronte: la Regione continua la battaglia contro l’emergenza ungulati, non solo in città ma anche nei terreni agricoli, e dopo l’ultima conferenza Stato-Regioni ha riunito le richieste di altre 15 Regioni tenute sotto scacco dai cinghiali e chiesto al governo di modificare l’articolo 19 della legge 157/1992 sul controllo della fauna selvatica.

L’assessore regionale Stefano Mai ha invocato l’intervento del governo dopo l’abrogazione da parte della Corte Costituzionale di due commi della leggere regionale 29/2015 sulla caccia, che prevedeva all’articolo 93 il ricorso «ai piani di abbattimento della fauna selvatica anche quando l’Ispra non abbia preventivamente verificato l’inefficacia dei metodi ecologici» e l’attuazione dei piani da parte di «cacciatori riuniti in squadre validamente costituite, nonché cacciatori in possesso della qualifica di coadiutore al controllo faunistico o di selecontrollore». 

Commi che la Corte Costituzionale ha bocciato, e su cui Mai è tornato dopo l’ultima Conferenza Stato Regioni e un ordine del giorno sottoscritto da altre Regioni che stanno affrontando l’emergenza cinghiali: «I soggetti volontari adeguatamente formati e in possesso di licenza venatoria sono assolutamente indispensabili nell'attività di contenimento dei cinghiali, visti i tagli al personale delle ex Province e a seguito della soppressione del corpo Forestale dello Stato - ha sottolineato l’assessore - Come Regione Liguria siamo stati “apri pista” per una revisione normativa che va incontro alle legittime istanze del mondo agricolo: l'ordine del giorno approvato dalla Conferenza Stato Regioni, da noi fortemente voluto, ha trovato la condivisione convinta di altre 15 Regioni che si trovano in forte difficoltà come la Liguria».

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In attesa di un intervento legislativo da parte del governo, Mai ha scritto una lettera a tutti i Comuni liguri per sottolineare che «le risorse umane attualmente autorizzate al controllo del cinghiale saranno utilizzate per dare risposte al mondo agricolo nelle aree extraurbane», e ha chiesto agli Ambiti territoriali di caccia i piani selettivi delle specie: «Abbiamo inoltre inviato a Ispra il nuovo piano di controllo del cinghiale che tiene conto dei rilievi della Corte costituzionale, in modo da autorizzare i soggetti abilitati a svolgere l'attività di controllo - ha concluso - Purtroppo è evidente che gli agenti attualmente abilitati siano in numero insufficiente per fare fronte alle criticità presenti sul territorio come dimostra anche la situazione denunciata dalla Comunità del Parco di Portofino a cui vogliamo dare risposte tempestive».

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