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Cronaca

Sospeso dal Tar l'abbattimento dei cinghiali Naso e Rosino: il caso a Bargagli

Accolta la richiesta di misura cautelare urgente, a fine giugno un collegio di giudici riuniti analizzerà la situazione

L'abbattimento di Naso e Rosino è stato sospeso. Il caso, raccontato anche sulle pagine di GenovaToday è quelli di due cinghiali di proprietà di una donna di Bargagli, Giordana, che aveva ricevuto l'ordine di abbattimento degli animali da compagnia dopo il via libera della Asl, per il contrasto alla diffusione della peste suina. La donna si era rivolta al rifugio Miletta che si è attivato per la presentazione di un ricorso al Tar, che è stato accolto, attraverso l'avvocata Angelita Caruocciolo. Una prima vittoria di questa battaglia, si tratta di una sospensione con decreto monocratico urgente, questo, come spiegano dal Rifugio, non significa ancora la salvezza per i due cinghiali. 

Naso e Rosino due cinghiali "condannati a morte" dall'Asl, appello per salvarli

Spiega l’avvocata Angelita Caruocciolo: "Il Tar di Genova ha condiviso la nostra impostazione del ricorso e ha accolto la richiesta di misura cautelare urgente, quindi basata su estrema urgenza e chiaramente sulla condizione di improcrastinabilità dell'intervento giudiziale, visto il danno grave e irreparabile, cioè la vita dei due cinghiali, che sarebbe stata messa in pericolo poiché, in particolare, il provvedimento dell’amministrazione, per quanto impugnabile nei termini dei 60 giorni, concedeva solo 15 giorni per l’esecuzione della sanzione capitale. Il provvedimento tiene conto in particolare della buona salute dei cinghiali, condizione ignorata dalla Asl, e ha ritenuto perciò assente il pericolo per la collettività a fronte della irreparabilità del danno  per gli animali".

Si attenderà dunque il provvedimento di conferma del decreto in camera di consiglio da parte di un collegio di giudici riuniti, presumibilmente a fine giugno: la battaglia per salvare le vite di Naso e Rosino è ancora lunga e Rifugio Miletta fa sapere che continuerà strenuamente a sostenerla. "Siamo da sempre impegnati affinché le istituzioni comprendano la necessità di gestire tutte le problematiche che riguardano gli animali, in particolare quelli selvatici, partendo dal presupposto che il diritto alla vita è inalienabile e che appartiene a ogni essere senziente, oltre i confini della nostra specie - sottolinea Alessandra Motta, presidente di Rifugio Miletta - .Ora attendiamo la discussione in camera di consiglio e poi proseguiremo con le successive azioni, in base a cosa accadrà. Di sicuro non lasceremo soli Naso, Rosino e la loro umana Giordana e combatteremo al loro fianco contro una decisione priva di giustizia, di senso e di empatia".

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