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Cibo cinese non a norma: sequestrate al porto 43 tonnellate

Veniva importato al Porto di Genova con principale destinazione Piemonte e Lombardia. 43 le tonnellate di cibo sequestrato; scambiavano le etichette dei surgelati in congelati, con conseguenze nocive per la salute

Quarantatre tonnellate di cibo non a norma sequestrate dalla Guardia di Finanza di Tortona (Alessandria). La vicenda risale a gennaio 2011, quando un primo stock di prodotti alimentari surgelati partivano da Shanghai per approdare al porto di Genoa e quindi all’Interporto di Rivalta Scrivia (Alessandria). Le etichette venivano scambiate da “surgelati” a “congelati” senza considerare l’aspetto potenzialmente nocivo per la salute.

Denunciati tre importatori e due diverse società di capitali. Secondo quanto accertato, questi tentavano di eludere la normativa sfruttando traduzioni approssimative dal cinese all’inglese e poi all’italiano.

''La perdita di ogni certezza sulla qualità delle merce - hanno precisato le Fiamme Gialle - si sarebbe potuta prestare successivamente, con notevoli risparmi sui costi, a modalità di trattamento diverse da quelle consentite, come quella che riguarda la temperatura di conservazione, a  scapito della genuinità dei prodotti e della salute dei consumatori''.

La merce sequestrata aveva come fine il mercato nazionale e l’intero stock era smistato da una coppia di coniugi cinesi situata nella periferia di Milano.

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