Chiusura uffici postali, da Genova il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica

Poste aveva comunicato la chiusura a partire dal 17 febbraio 2020 di sette uffici postali sul territorio comunale

Il Comune di Genova ha presentato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro la riorganizzazione territoriale, con conseguenti chiusure di uffici, annunciata da Poste Italiane. Il Comune è intervenuto in qualità di ente rappresentativo degli interessi della collettività, oltre che in qualità di utente diretto del servizio: dopo diverse richieste e incontri che non hanno prodotto i risultati sperati, il Comune ha optato per il ricorso.

Contro la chiusura di 7 uffici postali a Genova

Con due diverse note, a fine 2019, Poste comunicò la chiusura a partire dal 17 febbraio 2020 di sette uffici postali sul territorio comunale. Il Comune chiede che i due atti vengano annullati e chiede anche l'immediata sospensione degli stessi.

Poste ha giustificato la chiusura in ragione della “prossimità di altri uffici”, si è resa disponibile soltanto a fare un passo indietro sull’ufficio operante in località di Apparizione.

A partire da dicembre 2020, su impulso del sindaco Marco Bucci, si sono susseguiti una serie di incontri in conferenza capigruppo, in Consiglio comunale ed in Prefettura finalizzati ad ottenere un ripensamento almeno per le realtà di via Rigola e via del Lagaccio. L'ordine del giorno approvato il 21 gennaio dal Consiglio Comunale evidenziava come “la chiusura di queste sedi [avrebbe comportato] gravi disagi per i residenti dei quartieri interessati, che si troverebbero privati di un servizio di prossimità fondamentale” e che “la soppressione di questi uffici [avrebbe creato] pesanti disagi, in particolare, alle persone anziane che si recano alle Poste per riscuotere la pensione e che si vedrebbero costrette a dover affrontare spostamenti in alcuni casi gravosi e a dover sopportare maggiori code”.

Anche il Consiglio regionale della Liguria ha approvato un analogo ordine del giorno.

I problemi delle zone collinari

Precedentemente, i Municipi interessati dai provvedimenti di chiusura si erano fatti portavoce delle istanze provenienti dalla cittadinanza, rappresentando che “la zona collinare in questione è abitata in gran parte da persone anziane con comprensibili difficoltà sia nell’uso dei pagamenti per via telematica, sia nello spostamento fisico verso la parte bassa del territorio per recarsi in altri uffici postali”. Il Comune di Genova, anche in base a recenti pronunciamenti del Consiglio di Stato, contesta il modo in cui Poste Italiane ha applicato i criteri nel valutare la prossimità degli altri uffici postali a quelli interessati dal provvedimento di chisura, tenuto conto delle peculiarità genovesi, in quanto a caratteristiche anagrafiche, orografiche, della mobilità e delle caratteristiche dei quartieri.

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«Il nostro ricorso – spiega il presidente del Consiglio Comunale Alessio Piana – arriva dopo numerose interlocuzioni. Il Comune è a fianco dei cittadini e prova a difendere in tutti i modi quello che riteniamo un servizio essenziale. In particolare, i disservizi riguardano soprattutto gli uffici di via del Lagaccio e via Rigola: a Poste Italiane avevamo chiesto un bilanciamento tra le mere logiche di equilibrio finanziario e la garanzia di un'adeguata offerta del servizio postale. Ad esempio, invece della totale chiusura dell'ufficio, si potrebbero rimodulare gli orari o i giorni di apertura».

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