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Chiusura A26, il procuratore Cozzi: «Lo stato dei viadotti richiedeva verifica immediata»

Parti corrose sulle corsie a sbalzo del Fado e del Pecetti rilevate dai consulenti tecnici della procura: per questo è stato preso il provvedimento

La richiesta di chiudere un tratto dell’A26 per controlli strutturali è arrivata lunedì sera ad Autostrade per l’Italia dalla procura per «situazioni di ammaloramento tali da imporre una verifica immediata e un eventuale intervento immediato per ripristinarne lo stato di efficienza».

Lo ha detto il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, motivando così un provvedimento arrivato clamorosamente lunedì sera, portando alla chiusura in poche ore dei viadotti Pecetti e Fado: «La decisione è stata presa sulla base di evidenze tecniche rappresentate dai consulenti della procura - ha chiarito Cozzi - Le problematiche riguardano due porzioni dei ponti, la corsia di sorpasso per il Fado, quella di scorrimento per il Pecetti. Della questione ha preso atto la dirigenza tecnica del tronco autostradale, che ha chiuso il tratto e ha poi verificato che poteva essere proseguita la parte di circolazione nei punti che non sono a sbalzo, e dunque la corsia che passa sui piloni»

Per la procura, «à accaduto ciò che auspicavamo: un intervento immediato e il ripristino della circolazione nei punti sicuri. Nei prossimi giorni la verifica di sicurezza continuerà, e le risultanze verranno presentate alla procura. È in atto un piano di controllo che mi auguro venga seguito anche dal ministero come dovrebbe essere nelle sue fasi attuative. Non spetta a noi fare questo tipo di attività. Se dobbiamo farla la facciamo perché non possiamo girare la testa dall'altra parte. Però, come ha detto anche il presidente della Regione e come mi auguro che avvenga, anche per iniziativa del ministro, si attui un programma di interventi adeguati che dia anche sicurezza e fiducia a tutti gli utenti».

«Noi non siamo l'organo che verifica la sicurezza delle infrastrutture - ha ribadito Cozzi - né delle strade né delle autostrade, ma se veniamo a conoscenza nell'ambito di attività di indagine di problematiche che mettono in pericolo la sicurezza e l'incolumità pubblica non possiamo certamente girare la testa dall'altra parte ma dobbiamo intervenire con gli strumenti più decisi ma anche più equilibrati e responsabili possibili, per cercare ovviamente di dare il minor disagio possibile alla popolazione».

Martedì 26 novembre 2019 la guardia di finanza è stata nella sede di Spea di Genova per acquisire i documenti e i report sui viadotti Fado e Pecetti per ricostruire le modalità con cui i report venivano eseguiti e come mai i voti erano sempre stati più bassi rispetto a quelli poi realmente riscontrati.

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