«Giù le mani dalla scuola», la lotta dei genitori della Chiabrera contro i tagli

Il Miur "taglia" le classi della primaria, lasciando fuori lista 11 bambini che il prossimo anno dovranno cercare un altro istituto. E mamme e papà scendono in piazza per dire no alle «classi pollaio»

Sit-in di protesta all'istituto Chiabrera

«Giù le mani dalla scuola»: questo, in estrema sintesi, l’appello dei genitori del plesso Gabriello Chiabrera dell’Istituto Comprensivo San Teodoro, che oltre alla scuola dell’infanzia ospita anche alcune classi della scuola primaria e della scuola secondaria.

Almeno sino a oggi, perché recentemente il Ministero ha invitato i dirigenti del Chiabrera a “tagliare” le classi, riunendo i piccoli alunni per formare una sola classe di prima elementare. Il risultato? Una decina di bambini - 11, per la precisione - restano di fatto tagliati fuori dalla lista, con i genitori costretti a cercare un altro istituto per i loro figli.

Da qui la decisione delle famiglie di scendere in campo con un sit-in di protesta fuori dall’istituto, in via Gagliardo, il giorno delle elezioni (quando la scuola era aperta come seggi) e di organizzare una raccolta firme per sensibilizzare non soltanto i genitori dei bambini iscritti alla scuola, ma tutti i genitori decisi a «dire no alle classi pollaio, e ai tagli all’istruzione dei nostri figli. Ogni firma è un aiuto per quei genitori che ancora non sanno nulla - si legge sulla pagina Facebook “Difendiamo la scuola Chiabrera”, creata proprio per la battaglia - Chi non ha un indirizzo email e chi si trova all'estero non è stato informato dalla scuola, alcuni li abbiamo contattati noi».

A oggi le firme raccolte sono quasi 800, e sono sempre di più i genitori e i cittadini che hanno aderito all’appello. Prossima tappa della battaglia, portare la petizione agli uffici regionali del Miur. Mercoledì 14 giugno, alle 9.30, le famiglie si riuniranno in via Assarotti per manifestare il loro dissenso: «Non ci è stato concesso il tempo per fare di più. Andiamo come genitori, come liberi cittadini, in nome di altri genitori che al momento si trovano all'estero e non possono partecipare. Andiamo in nome di tutti i genitori che ogni mattina portano i propri figli a scuola, nella scuola che hanno scelto, una libertà che ci stanno negando, scrivono i genitori, che lanciano poi un ulteriore appello: «Questa battaglia potrebbe essere la vostra, anzi è anche la vostra: mercoledi mattina chiunque voglia unirsi a noi e' il benvenuto».

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