Champagnat, il futuro dipende da una variazione del Puc

Il consigliere comunale della Lega con delega agli affari legali del Comune, Federico Bertorello, rivolge un appello al Consiglio comunale per un voto favorevole a modificare il piano urbanistico, ma restano alcuni nodi irrisolti

Sono trascorsi oltre due anni dalla chiusura e ancora il futuro del centro sportivo Champagnat sembra incerto. Erano i primi di aprile del 2016 quando il direttore comunicava la chiusura della struttura nei successivi due mesi. Martedì 27 novembre 2018 il consigliere comunale della Lega con delega agli affari legali del Comune, Federico Bertorello, ha fatto il punto della situazione in un video su Facebook.

«Qualche giorno fa ho partecipato a un'assemblea pubblica nel Municipio Medio Levante sul progetto edilizio di riqualificazione della zona Champagnat, che tanto ha fatto discutere in questo ultimo anno. Siccome sono circolate voci non corrette, credo sia giusto fare un riassunto a uso e consumo di tutti, su quello che è lo stato dell'arte», ha dichiarato Bertorello.

«Siccome questa è un'operazione tra privati, realizzata e progettata da Champagnat e dal consorzio di imprese che è stato scelto da Champagnat per questa progettazione - spiega Bertorello - non è corretto imputare una responsabilità all'attuale giunta, che non sussiste né sulla carta, né sulla sostanza. Il progetto della committente, che sono i frati maristi, prevede l'innesto di un supermercato, con relativa zona obbligatoria di parcheggi e di un centro polisportivo. Il Comune è interpellato esclusivamente nella misura in cui, perché vada in porto questo progetto o perché possa essere avviato sulla carta dalla committenza, è necessario che venga votata in consiglio comunale una variazione, già approvata dalla giunta, al piano urbanistico».

«Ci tengo a precisare - continua Bertorello - che questa è un'operazione privata, quindi il rischio di votare contro in consiglio comunale a questa variazione del piano urbanistico è quello che si giunga alla chiusura della scuola, con una perdita occupazionale di tutto il personale, fra docente, non docente e amministrativo. Sono d'accordo con quanti dicono che il supermercato in quella zona non è gradito, però il rischio è che opponendoci alla variazione del piano urbanistico, non solo arrivi la chiusura della scuola, siccome i frati maristi hanno deciso di non investirci più somme di denaro, ma rischino anche di chiudere una volta per tutte gli impianti sportivi, che in questo modo avrebbero la possibilità di restare aperti per la collettività e per i frequentatori dell'istituto scolastico».

Un altro problema nel decidere di approvare una variazione del Puc deriva dal fatto che il rio Boccadasse, che scorre nei pressi dell'area, dovrebbe essere declassato a semplice scarico, come aveva fatto notare il consigliere Pirondini in aula.

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