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Certosa, presidio antifascista contro il leader di Forza Nuova

Tra le tappe della sua seconda visita nel capoluogo ligure, Roberto Fiore ha elencato via Edera, a Quezzi, e via Canepari, dove vorrebbe deporre una corona sul luogo dell'incidente in cui ha perso la vita Giuseppe Buttaro

Nel giorno in cui il segretario nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore, è tornato a Genova per una visita in via Edera, nel quartiere genovese di Quezzi, sede della struttura del Ceis che dovrebbe accogliere 50 migranti, a Certosa residenti e associazioni hanno organizzato un presidio di protesta nel caso in cui Fiore decidesse (ma l'ipotesi sembra sempre meno probabile) di fare tappa nel quartiere per deporre una corona di fiori sul luogo dell’incidente in cui ha perso la vita Giuseppe Buttaro, l’ex finanziere 59enne falciato sul marciapiede da un auto guidata da un uomo ubriaco.

Decine le persone che si sono date appuntamento alle 14.15 in via Canepari insieme con Anpi, per una manifestazione cui hanno preso parte anche rappresentati del Pd, compreso il segretario provinciale Alessandro Terrile, che ha fatto sapere che «siamo contro la strumentalizzazione del tragico incidente stradale, la sicurezza è un tema serio che coinvolge tutti i cittadini e sul quale il Pd lavora e vuole continuare a lavorare con serietà, evitando facili strumentalizzazioni che rafforzano pregiudizi e divisioni”, e di Sel: «Ci opponiamo con decisione a questo modo di far politica, che mira esclusivamente ad alzare la tensione fra i cittadini - ha fatto sapere Massimiliano Milone, coordinatore provinciale di Sel - In particolar modo crea sgomento sapere che vuol far visita a Certosa, quartiere in cui vivo, di solida tradizione democratica e antifascista, per utilizzare il tragico incidente stradale di qualche settimana fa che ha provocato una vittima innocente, esclusivamente per farsi propaganda. È necessario che le forze democratiche della nostra città rifiutino queste provocazioni».

Adesione è arrivata anche da parte dai comitati di quartiere, che hanno invitato i residenti a scendere in strada per un presidio “antifascista e antirazzista” con un passaparola cresciuto anche sui social network.

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