Cronaca Certosa / Via Antonio Piccone

Violenza di genere, nasce un nuovo centro a Certosa

La struttura è in fase di accreditamento presso la Regione, che ha stanziato per il nuovo centro oltre 92mila euro

La Liguria allarga la sua rete di Centri Antiviolenza, finanziando tre nuovi centri a Genova Certosa (via Piccone 13/2), Albenga e Sarzana. A questi si aggiunge la nuova Casa Rifugio a indirizzo segreto, sempre a Sarzana, e l'approvazione di sei progetti finalizzati alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere, per un totale di oltre 300mila euro.

Dei tre nuovi Centri finanziati, quelli di Genova e Sarzana devono ancora ricevere l'accreditamento, mentre quello di Albenga è già stato inserito nella rete ligure.

Nel 2019 si sono rivolte ai Centri Antiviolenza liguri 1133 donne (di persona o telefonico), di queste ne sono state prese in carico 814 (80 nel territorio imperiese, 41 nel savonese, 664 a Genova, 14 nel chiavarese e 15 nello spezzino).

«Abbiamo voluto dare un segnale molto forte sul tema del contrasto alla violenza con una misura che rappresenta uno scatto in avanti importante: abbiamo sia aumentato il numero dei centri, che arrivano a undici, per una puntuale gestione sul territorio dei casi conclamati, sia attivato progetti di prevenzione - ha commentato l'assessore regionale alle pari opportunità Ilaria Cavo -. I Centri Antiviolenza e le Case Rifugio, insieme ai servizi sociali dei Comuni e ai servizi sanitari, costituiscono il fulcro della rete territoriale della presa in carico della vittima, svolgendo un presidio fondamentale sul territorio e fornendo un aiuto indispensabile a tutte le donne che subiscono violenza. A questo rafforzamento della nostra rete abbiamo voluto aggiungere sei progetti di sensibilizzazione in tutta la Regione, coinvolgendo scuole, famiglie e insegnanti, in modo da prevenire tutti quei comportamenti che in futuro possano sfociare in atteggiamenti discriminanti o peggio violenti. La campagna #nessunascusa, lanciata in occasione del 25 novembre, prosegue tutto l'anno con l'impegno concreto di Regione Liguria e di tutti i soggetti della rete».

«I numeri dimostrano che, ogni anno, aumenta la percentuale delle donne prese in carico dai centri dopo il primo contatto: era un obiettivo che ci eravamo dati come sistema. La capacità di inserire in un percorso sicuro i casi che provano a emergere è un segnale importante: dimostra che la rete è attiva e reattiva, e così anche i finanziamenti hanno un impatto sempre maggiore», ha concluso Cavo.

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