Centro storico e sicurezza, Bucci: «Faremo terra bruciata all’illegalità»

Un nuovo piano concordato con forze dell'ordine e autorità verrà attuato nelle prossime due settimane: recupero urbanistico, lotta allo spaccio passando dai clienti, suddivisione in più zone per il controllo

«Voglio mandare un messaggo a chi è responsabile di quanto di inaccettabile accade in centro storico: faremo terra bruciata dell'illegalità». A parlare è il sindaco Marco Bucci, che lunedì mattina ha partecipato a un comitato sulla sicurezza incentrato sul centro storico e su quelle parti di città vecchia in cui spaccio, violenza e degrado negli ultimi tempi sono aumentati in maniera esponenziale.

Alla riunione, durata due ore e mezza, oltre al sindaco e al prefetto Carmen Perrotta hanno partecipato il procuratore capo Francesco Cozzi, i rappresentanti delle forze dell’ordine, l'assessore comunale alla Sicurezza, Stefano Garassino, e il comandante della polizia Locale, Gianlua Giurato. A margine della riunione è stato stabilito un piano che prevede la suddivisione in tre zone del centro storico, una affidata ai carabinieri, una alla polizia e una alla Locale, al Nucleo sicurezza urbana, potenziato con personale in arrivo da altri reparti e una nuova unità cinofila, Maquì, il cui addestramento è ormai in fase terminale.

«Siamo riusciti a far capire che dividere il centro storico in tre zone anziché in due può essere un vantaggio, perché diminuiamo la porzione di territorio da monitorare per ciascuno e concentriamo gli sforzi dando una presenza continuativa - ha detto l’assessore Garassino -Colpire gli spacciatori è importante, ma con le leggi che abbiamo in Italia spesso sono fuori presto, ed è stata gradita l’idea di colpire i clienti: se leviamo i clienti agli spacciatori riusciamo a fare allontanare gli spacciatori. Sembra un po’ l’uovo di Colombo, ma può essere utile»

«Abbiamo un piano implementato che vogliamo attuare il più in fretta possibile - ha detto il sindaco - il centro storico è la nostra eredità, succo e concentrato della storia di Genova, non possiamo permetterci che un posto così bello sia rovinato e reso inaccessibile o inaccettabile da persone che vivono nell’illegalità. Monitoreremo la situazione, e tra due settimane vedremo i risultati di queste due settimane di lavoro, continueremo a correggere sinché non avremo debellato il problema perché questa cosa non è più accettabile».

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«Nel centro storico ci si sta se si ha diritto a starci, per lavorare e per abitare, chi non ha diritto se ne deve andare - ha detto il presidente del Municipio Centro Est, Andrea Carratù - Vogliamo che si possa perseguire legalmente ciò che si può perseguire. È giusto condividere i grandi risultati contro la criminalità, ma è altrettanto bello far capire alla gente che ciò che si trova sotto casa va affrontato. La condivisione di nuovi progetti è importante, anche a livello urbanistico: nel degrado si porta degrado, la risposta va data anche in questa direzione, con il recupero urbanistico, anche con le associazioni che si occupano della parte sociale, portando avanti progetti specifici».

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