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Chiude il negozio per «maxi multa da 1.200 euro», ma il verbale era da 154

Dopo le proteste e l'annuncio della chiusura definitiva dello storico biciclettaio di Sottoripa, Amiu risponde alla polemica mostrando il verbale nettamente inferiore a quanto denunciato

Non sarebbe da 1.200 euro, ma di poco più di 150 la multa che Amiu ha fatto al titolare del “Centro del casco”, lo storico negozio di biciclette di Sottoripa il cui titolare sabato ha abbassato definitivamente le saracinesche «per protesta», come denunciato in un video pubblicato su Facebook e diventato virale, perché «stufi di vedere la zona in continuo degrado, invisibile agli addetti».

Alla base della multa, il fatto che il proprietario abbia gettato 4 tubi al neon rotti, considerati rifiuti tossici, nella campana del vetro, senza differenziarli: da qui la decisione di chiudere l’attività dopo 39 anni e denunciare il tutto con un cartello affisso sulla porta del negozio, ma dopo due giorni di polemica Amiu ha deciso di replicare sottolineando che si tratterebbe in realtà di un malinteso, e che appunto la multa non sarebbe mai stata di 1.200 euro, ma di 154,67, come si legge nel verbale diffuso dall’azienda.

 «La sanzione è stata elevata in quanto l’articolo n°10.3 b del vigente Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani del Comune di Genova vieta il conferimento di rifiuti urbani pericolosi (come sono i neon) nel circuito della raccolta differenziata e non. Evidenziamo che l’utente non ha voluto ritirare copia del verbale allontanando in malo modo gli agenti Amiu, mentre questi cercavano di spiegargli che esistono norme (Dlgs n. 152/06) che prevedono sanzioni fino al 1.200 euro per chi abbandona rifiuti nell’ambiente».

Nessuna multa da record, dunque, ma un verbale standard (come si vede in allegato) per il non corretto smaltimento dei rifiuti e un avvertimento che il titolare del negozio avrebbe, probabilmente nella rabbia e nella concitazione del momento, scambiato per il valore della sanzione. Resta da vedere se la scoperta lo convincerà a tornare sui suoi passi; nel frattempo la questione dovrebbe approdare anche in consiglio Comunale con un’interrogazione che dovrebbe allargarsi anche al crescente degrado del centro storico.

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