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Cronaca Centro Storico

"Costruiamo una buona movida": dopo la protesta, le proposte

Lorenzo Azzolini di 'Genova che osa: "Secondo noi senza la movida il centro storico rischierebbe di tornare indietro, a una situazione di spopolamento e vuoto che non è di vantaggio per nessuno"

Da una parte ci sono le proteste dei comitati dei residenti del Centro Storico contro quelli che vengono definiti gli "eccessi della movida", dall'altra i commercianti colpiti dalle chiusure disposte dal Comune per cercare di arginare il problema (in parte poi sospese dal Tar). Nel mezzo ci sono anche i giovani, quelli che vivono la movida e che sabato sera hanno protestato contro le politiche della giunta Bucci nell'ambito di una campagna lanciata da "Genova che osa", associazione culturale progressista e di sinistra, che si occupa di politica e lotta contro le disuguaglianze e che ha coinvolto in questa iniziativa giovani (e non solo) che chiedono spazi e attività sognando una "buona movida". 

Lorenzo Azzolini di 'Genova che osa' spiega a Genova Today: "Sabato sera abbiamo lanciato questa prima iniziativa per far sentire anche la voce di giovani e giovanissimi in una discussione dalla quale, finora, erano stati esclusi. Secondo noi senza la movida il centro storico rischierebbe di tornare indietro, a una situazione di spopolamento e vuoto che non è di vantaggio per nessuno. Non a caso la zona in cui si concentra è una di quelle che rimangono più vive, mentre altre vie dopo le 19.30/20 con la chiusura delle attività diventano deserte e questo è sicuramente un problema".

"Uno dei temi che ci stanno a cuore - spiega ancora Azzolini - è costruire una buona movida, quella attuale a nostro avviso rimane molto debole sul piano dell'offerta, al netto delle problematiche legate al covid. In generale c'è una tendenza a non creare occasioni e opportunità diverse, pensiamo a quelle musicali o culturali, che potrebbero attrarre giovani, e non solo, nel centro storico, facendolo pulsare anche alla sera, senza eccessi. Con l'aumento dell'offerta secondo noi aumenterebbe anche la diffusione della movida, spalmandosi su tutta la 'città vecchia' ed evitando la concentrazione in poche vie dove vanno oggi sorgono i problemi".

"Alla giunta Bucci - prosegue Azzolini - contestiamo questa idea di pensare di eliminare il problema con chiusure o limitazioni, ma anche con le passate amministrazioni comunali la gestione non era troppo diversa: le persone, comunque, non si possono rimuovere e da qualche parte andranno a cercare un posto in cui divertirsi, il meccanismo dei divieti a nostro avviso non può funzionare. Vorremmo una Genova diversa, che sia di tutti, e che dia quindi spazio sia a chi reclama il giusto diritto al riposo, sia ai ragazzi che cercano occasioni di svago. Questa città, negli anni, continua a perdere giovani: tanti se ne vanno per motivi di studio o lavoro, pochi sono però quelli che fanno il percorso inverso arrivando a Genova da altre città italiane o Paesi d'Europa". 

E quindi cosa propone 'Genova che osa'?: "Dopo una serie di incontri - conclude Azzolini - presenteremo nei prossimi giorni le nostre idee e proposte. Quello che vogliamo è incentivare la buona movida capendo quali sono le sue componenti positive, in modo da valorizzarle, in primis la garanzia di una costante presenza sul territorio che non lasci spazio a criminalità, pericolo e degrado. E poi servirebbero anche investimenti sul tema della mobilità per consentire alle persone di spostarsi con il trasporto pubblico anche in orario notturno, ma questo è un tema che rientra in un discorso più generale. Secondo noi bisognerebbe anche prendere atto degli importanti cambiamenti della nostra società. Un tempo si viveva in maniera più "standardizzata" con orari di lavoro molto simili per gran parte delle persone, le classiche otto ore in fabbrica o in uffficio per cinque giorni alla settimana, oggi  tutto è più flessibile e tante persone hanno la necessità di adeguarsi facendo la spesa alla sera o andando al cinema molto più tardi. Il sistema dei servizi andrebbe ripensato in un'ottica complessiva, indipendentemente dalle tematiche legate alla movida".

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