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Maddalena, dopo il furto delle bici lo sfottò. I residenti: «Non ci arrendiamo»

A due settimane dal "colpo" di Capodanno, quando i ladri hanno preso di mira il box di quartiere rubando 18 biciclette, una scritta sui muri aumenta lo sdegno dell'Associazione Abitanti della Maddalena

Oltre al danno la beffa: dopo essersi risvegliati il primo giorno dell’anno nuovo senza le biciclette, rubate in blocco durante la notte, alcuni residenti del centro storico hanno anche dovuto fare i conti con uno sfottò che brucia ancora di più perché proveniente «da chi abita il nostro stesso quartiere». 

Lo sfogo è arrivato dall’Associazione Abitanti della Maddalena, da anni impegnata nella riqualificazione del quartiere, che a marzo 2014 aveva inaugurato il primo “bici box”, un parcheggio per biciclette disposizione dei residenti del centro storico ricavato da un fondo in vico Fasciuole, dove le due ruote possono essere lasciate in un posto che sembrava al sicuro a prezzi contenuti. Un’iniziativa che ha riscosso parecchio successo, convincendo decine di persone ad aderire, e che lo scorso 31 dicembre ha subìto una brusca battuta d’arresto quando ignoti hanno forzato la porta e rubato le 18 biciclette custodite all’interno del garage. 

Una doccia fredda non soltanto per i proprietari, ma anche per i membri dell’associazione, che lottano quotidianamente per cambiare il volto della Maddalena e che questa mattina al risveglio hanno avuto un’altra brutta sorpresa: «Avete voluto la bicicletta? Ora camminate». Le lettere nere, tracciate con odio su un muro a pochi passi dal box violato, hanno se possibile colpito ancora di più al cuore: «Che i nemici del quartiere siano la criminalità che ha rubato tutte le nostre biciclette oltre che per danno economico anche per scalfire un progetto di condivisione, socialità e riqualificazione lo possiamo anche capire - è stato il post condiviso su Facebook dall’Ama - ma che i nemici di chi da anni cerca di impegnare il proprio tempo volontario per migliorare il quartiere di tutti siano all’interno dello stesso quartiere ci addolora».

«In questi anni a parte le scritte sui muri contro la nostra associazione e altre che si impegnano per migliorare la Maddalena, mai uno di loro che sia venuto a parlarci, a confrontarsi, a dirci che quartiere vuole, cosa non gli piace di noi, mai che gli sia scappata una scritta contro la mafia”, prosegue lo sfogo, che si conclude con un inno al coraggio e un appello alla chiarezza: «Siamo qui, vi aspettiamo, non nascondetevi, palesatevi, uscite da quelle quattro mura, sareste pronti a sovvertire e vi nascondete? Se ci fate entrare veniamo noi da voi! Immaginiamo che la vostra analisi politica possa andare oltre 4 scritte sui muri... però ricordatevi che esiste tutto un quartiere attorno a voi che ci Ama».

Tantissime le manifestazioni di solidarietà e sostegno all’Ama, non soltanto da parte dei residenti, ma anche da tante altre associazioni che negli ultimi tempi hanno fatto della riqualificazione di un quartiere tanto affascinante quanto problematico una missione. E nonostante l’amarezza, nonostante lo sdegno, nonostante il dispiacere, la determinazione rimane tanta: «Sì, la bicicletta l’abbiamo voluta. E continueremo a pedalare».

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