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Metalmeccanici sul piede di guerra, sciopero e corteo in centro

La protesta, indetta da Fim, Fiom e Uilm a livello nazionale, è partita alle 9 da piazza Verdi e arriverà sino alla sede di Confindustria

Aggiornamento ore 11: il corteo ha raggiunto la sede di Confindustria. Oltre 2.500 lavoratori hanno partecipato, con un'adesione pari all'87%: "La manifestazione è riuscita - ha dichiarato Manganaro - Questa è la nostra risposta al governo, che costringe ogni azienda e lavoratore a difendere salario e diritti. Federmeccanica, ascolta questa voce: noi non ci stiamo, e se necessario torneremo in piazza". Tra gli applausi, i laboratori hanno invocato a gran voce "contratto, contratto". Poco dopo le 11 l'annuncio: la manifestazione è conclusa

Ore 10.50: i lavoratori hanno imboccato via Serra tra cori e striscioni per dirigersi verso via San Vincenzo. Chiuse al traffico via Serra e via De Amicis. In testa al corteo anche Bruno Manganaro, segretario regionale Fiom. I lavoratori intonano "Bella ciao"

Ore 10.40: il corteo ha raggiunto piazza Corvetto, chiusa al traffico insieme con via Assarotti, via Bertani e via Roma. La circolazione in centro è completamente bloccata, e le ripercussioni si fanno sentire anche in circonvallazione a monte, dove si sono già formate lunghe code.

Metalmeccanici sul piede di guerra questa mattina per chiedere la salvaguardia del contratto nazionale di lavoro, rinnovato sei mesi fa a condizioni che lavoratori e sindacati hanno definito “inaccettabili”: più di 2000 lavoratori si sono dati appuntamento intorno alle 9 in piazza Verdi, davanti alla stazione di Brignole, da dove sono partiti in corteo dirigendosi verso via Fiume, imboccando via XX Settembre e muovendosi verso via XXV Aprile, da dove raggiungeranno piazza Corvetto per arrivare sino alla sede di Confindustria in via San Vincenzo.

Lo sciopero, indetto a livello nazionale da Fim, Fiom e Uilm, durerà 4 ore e si suddividere sul primo (8-12) e secondo turno (le ultime 4 ore), e arriva a una settimana dall’assemblea regionale dei delegati sindacali finalizzata a discutere proprio dello sciopero: un modo per protestare contro le proposte presentata da Federmeccanica e Assistal durante la negoziazione del contratto, e contro la proposta di introdurre un nuovo sistema che «non riconosce nessun aumento al 95 per cento dei lavoratori».

«Di fatto viene chiesta la cancellazione definitiva del contratto nazionale di lavoro - fanno sapere i sindacati - Chiediamo un contratto nazionale che garantisca il reale potere d'acquisto del salario per tutti i metalmeccanici per estendere la contrattazione aziendale a chi non ce  l'ha e per tutelare tutte le forme di lavoro».

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