Nuovo centro commerciale in Valbisagno, dubbi sulla sicurezza

Il consigliere regionale della Lista Biasotti ha presentato un’interrogazione all’assessore all’Ambiente Briano sull’azione di controllo degli eventuali rischi connessi alla realizzazione di un nuovo centro commerciale adiacente a piazzale Adriatico

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Il consigliere regionale della Lista Biasotti ha presentato un’interrogazione all’assessore all’Ambiente Briano sull’azione di controllo degli eventuali rischi connessi alla realizzazione di un nuovo centro commerciale adiacente a piazzale Adriatico, già colpito pesantemente dall’alluvione di Genova del 4 novembre 2011. «Indispensabile mettere a riparo la zona da pericoli futuri in vista dell’approssimarsi della stagione delle forti piogge»

«Auspico che la Regione si faccia, in tempi brevi, promotrice di un tavolo tecnico e di un sopralluogo insieme agli altri enti locali per definire le competenze ed eventuali azioni future per la definitiva messa in sicurezza della zona di piazzale Adriatico e di passo Ponte Carrega in Val Bisagno, già pesantemente colpite durante l’alluvione di Genova del 4 novembre 2011. La richiesta si rende urgente in vista della realizzazione, in corso d’opera, del nuovo centro commerciale in prossimità del rio Mermi, affluente del torrente Bisagno e tombinato nel tratto finale, quindi a rischio esondazione in una zona densamente popolata».

Così è intervenuto questa mattina in consiglio regionale Lorenzo Pellerano, consigliere della Lista Biasotti, che ha presentato un’interrogazione all’assessore all’Ambiente Briano per chiedere chiarimenti sull’attuale situazione della zona interessata dal cantiere per la costruzione, da parte della società Coopsette.

«Secondo le testimonianze di alcuni cittadini – dice Pellerano – la situazione, da quando è stato aperto il cantiere, pare peggiorata. Infatti, lo scorso 26 agosto, a seguito di un intenso acquazzone che si è abbattuto su Genova, alcuni portoni e attività commerciali, che mai in precedenza avevano subito danni in occasione di piogge di questa intensità, sono state allagate. Inoltre mi risulta che le opere di messa in sicurezza non siano state ancora ultimate, nel tratto del rio Mermi compreso tra il cantiere di Coopsette e lo sbocco sul Bisagno neppure iniziate».

«La zona interessata dalla realizzazione del centro commerciale, costituita da un vallone dove il torrente Mermi scorre in un greto seminascosto dalla vegetazione, è oggi dominata dallo scheletro di un enorme edificio incompleto lungo 300 e alto 40 metri che, una volta completato, potrà attrarre un traffico intenso di visitatori e quindi creare disagi alla viabilità ordinaria».

«Dalla risposta ottenuta questa mattina da parte dell’assessore Briano, pare non sia in programma alcuna iniziativa per valutare sul posto l’eventuale pericolosità della zona e la situazione idrogeologica del contesto limitrofo al futuro centro commerciale. Vorrei ricordare che due anni fa, durante l’alluvione che noi tutti genovesi abbiamo ancora davanti agli occhi, proprio piazzale Adriatico finì sott’acqua e molte famiglie, che abitano a meno di 200 metri dal cantiere, ancora oggi sono costrette a evacuare in occasione di allerta meteo di tipo 1 e 2».

«Viste le tragiche conseguenze dei recenti eventi alluvionali che hanno colpito la nostra regione, penso sia necessario trarne una lezione di prevenzione, senza inutili rimpalli di responsabilità e di competenze».

«Ribadisco pertanto la mia disponibilità ad accompagnare in un sopralluogo l’assessore Briano e i tecnici di Regione, Provincia e Comune, assieme ai cittadini che mi hanno segnalato le proprie preoccupazioni in merito alla pericolosità di una zona contraddistinta, com’è noto, da una precaria situazione idraulica per la presenza di diversi rii affluenti del torrente Bisagno».

«Ritengo che non si possa più temporeggiare visto anche l’approssimarsi della stagione autunnale e quindi delle piogge».

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