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Cronaca

I cavallucci marini inviati dall'Acquario a Taranto rischiano subito di fare una brutta fine

La guardia costiera ha sequestrato tre reti da pesca illegali nella zona in cui sono stati liberati nell'ambito di un progetto per la tutela degli animali

La Guardia costiera di Taranto ha sequestrato tre reti da pesca illegali, per un totale di circa due chilometri lineari, per impedire il prelievo degli esemplari di cavalluccio marino. Gli animali, nati e allevati presso l’acquario di Genova, sono stati recentemente rilasciati nel Mar Piccolo nell'ambito di un progetto di conservazione e valorizzazione del parco e di conservazione della biodiversità intrapreso da anni dal Comune di Taranto.

Da Taranto a Genova, coppie di cavallucci marini all'Acquario per riprodursi

Prevede diverse azioni, tra cui la creazione di aree di tutela presso il parco in modo da proteggere i cavallucci marini nel loro habitat naturale e, in parallelo, la riproduzione in ambiente controllato di alcuni esemplari della specie Hippocampus guttulatus detto anche cavalluccio camuso. Riproduzione che, appunto, è avvenuta all’Acquario di Genova.

La capitaneria di Taranto aveva innalzato i livelli di attenzione nella stessa area, per contrastare sul nascere ogni azione illecita finalizzata soprattutto alla cattura dei cavallucci marini. Dagli specchi acquei sono così state sgomberate le reti posizionate da ignoti pescatori di frodo, evitando la decimazione degli esemplari e il potenziale depauperamento di tutte le altri specie marine che fanno parte del delicato, quanto prezioso, ecosistema del Parco Regionale del Mar Piccolo.

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