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Bomba a Castelletto, sempre più probabile la pista dell'attacco anarchico contro le Poste

Dopo gli episodi di Milano e Torino, e quello analogo di martedì a Bologna, il sospetto degli investigatori è che sia stata opera dei No Borders, che da settimane protestano contro Mistral Air per il rimpatrio dei profughi

Passata la paura, a 24 ore dall’allarme bomba che ha tenuto in scacco uno dei luoghi più ammirati e frequentati da famiglie e turisti del capoluogo ligure, Spianata Castelletto, rimane ancora un mistero chi abbia piazzato l’ordigno esplosivo artigianale che secondo le forze dell’ordine non sarebbe entrato in azione soltanto per un caso fortuito. E soprattutto perché. Anche se l’ipotesi investigativa, al momento, non sembra orientata verso una semplice bravata, ma verso un atto che potrebbe affondare le radici in una matrice anarchica.

Il sospetto, nell’esaminare la tanica da 5 litri piena di un mix benzina e candeggina e dotata di timer, batteria e cavi, è che il gesto possa essere ricondotto agli antagonisti No Border, che a Poste Italiane, proprietarie della compagnia aerea Mistral Air, contestano il rimpatrio dei profughi e il trasporto nei centri di espulsione, in un clima sempre più teso che nelle ultime settimane ha trasformato gli uffici postali di Milano, Torino e Bologna in bersagli. Nel capoluogo emiliano l’allarme è scattato proprio martedì, in una modalità del tutto simile a quella di Genova: una tanica, questa volta contenente gasolio, lasciata davanti alle Poste di via Saliceto, che ha richiesto l’intervento massiccio di Digos, artificieri e polizia per mettere in sicurezza la zona.

Nessuna rivendicazione al momento è arrivata per l’episodio genovese, ma dopo il blitz contro la sede postale di Torino, su un sito d’area era comparso questo messaggio: «In pochi sanno che attraverso la compagnia aerea che detiene, la Mistral Air, il Gruppo Poste italiane collabora da cinque anni con il Ministero dell’Interno per il quale si occupa dei trasferimenti delle persone senza documenti dai Cie rimasti ancora aperti», con un chiaro riferimento a quanto sta accadendo in questi giorni a Ventimiglia. E la Liguria torna dunque prepotentemente d’attualità, non soltanto per la situazione al confine con la Francia, ma anche per i numerosi voli che dall’aeroporto Cristoforo Colombo rimpatriano decine di migranti ogni giorno.

Le indagini della Digos genovese intanto proseguono: requisiti i filmati delle telecamere di sorveglianza del Postamat di via Gaetano Colombo, gli agenti stanno passando al vaglio le immagini in cerca di qualsiasi indizio che possa portare a risalire all’identità degli autori del gesto, e da lì a un movente in grado di spazzare via dubbi e ipotesi. Di certo c’è che, se davvero l’ordigno - notato da due pensionati poco dopo le 7 del mattino nella piazza semi deserta - non è esploso soltanto per colpa di un cavo che si sarebbe staccato da solo, come hanno spiegato alcune fonti investigative, la mattinata di ieri avrebbe potuto finire molto peggio che con due palazzi evacuati e mezzo quartiere blindato per oltre tre ore.

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