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Giovedì, 9 Febbraio 2023
Cronaca Prà

Cassoni della diga ed espansione porto, la polemica a Tursi e l'ira dei comitati

"Gli altri cassoni verranno fabbricati a Piombino e al porto di Vado Ligure, venga spalmato su queste due zone il totale, senza toccare Pra'. È chiaro che approfitterete dell'operazione per fare un ulteriore prolungamento del porto con l'ingresso delle navi a Pegli e l'uscita da Vesima" attacca la consigliera comunale Rita Bruzzone

Nuovo dibattito, questa volta in consiglio comunale, sulla fabbrica dei cassoni per la diga che verrà collocata all'interno del porto di Pra'. Dopo l'acceso consiglio municipale di lunedì, con la partecipazione del sindaco Bucci e del presidente di autorità portuale Signorini, e la contestuale manifestazione dei cittadini per le strade di Voltri, i consiglieri Rita Bruzzone (Pd), Filippo Bruzzone (lista Rossoverde) e Fabio Ceraudo (M5s) sono andati all'attacco in Aula Rossa.

La polemica in consiglio comunale

"Per l'ennesima volta - dice Rita Bruzzone - il ponente si è visto imporre una servitù senza condivisione con il territorio. All'inizio del dibattito, anni fa, quando partecipammo al primo dibattito come Municipio Ponente, la fabbricazione dei cassoni era prevista a Sampierdarena o vicino al Porto Antico. È inutile che ci venga fatto passare come un regalo il fatto che i cassoni saranno 'solo' più 39, non significa diminuire l'impatto ambientale o sulla popolazione. Comitati e cittadini ieri si sono espressi in modo contrario e hanno protestato perché non sono stati ascoltati. Soluzione alternativa? Gli altri cassoni verranno fabbricati a Piombino e al porto di Vado Ligure, venga spalmato su queste due zone il totale, senza toccare Pra'. È chiaro che approfitterete dell'operazione per fare un ulteriore prolungamento del porto con l'ingresso delle navi a Pegli e l'uscita da Vesima". "Come si pone la giunta - aggiunge Filippo Bruzzone - non solo in materia di cassoni, ma di ampliamento del porto? Gli ampliamenti non sono solo per il cantiere, rimarranno per sempre, questo ci è chiaro".

E ancora Ceraudo: "Il problema non è economico, ma di salute e vivibilità del quartiere, che vive con diverse servitù e non ha bisogno che ne vengano aggiunte altre. Non avete condiviso il percorso con la cittadinanza, è una cosa che riguarda il futuro della delegazione".

"La diga - ha replicato l'assessore al Porto Francesco Maresca - rappresenta un'opera vitale per la città intera e non solo. Quella zona del porto di Pra', come da piano regolatore portuale, ospita container. Per qualche anno non ci saranno container ma cassoni per costruire l''opera del secolo' che determinerà lo sviluppo di Genova. La salute è il bene primario da tutelare, ritengo però che lunedì in consiglio municipale siano state date tutte le rassicurazioni del caso con le spiegazioni tecniche. I cassoni, a Genova, non possono che essere costruiti a Pra' per una questione di profondità dei fondali. È stato spiegato anche per filo e per segno il progetto di opere di rigenerazione urbana che intendiamo portare avanti. Ci troviamo in un momento storico di trasformazione della città, non possiamo permetterci di decelerare".

L'ira dei comitati

Un "pacco regalo": così i comitati Pegli Bene Comune, Lido di Pegli, Palmaro, Quartiere di Multedo, Fondazione Prima'vera e Noi per Pra' chiamano quello che è stato presentato in consiglio municipale.

"Se la riduzione del numero di cassoni costruiti a Pra' può essere considerata una magra consolazione - dicono - è pur vero che la fabbrica si farà e che ciò avverrà con un ulteriore avanzamento del bacino portuale verso Levante, cioè verso Pegli Lido. Prolungamento che viola lo storico accordo in base al quale il porto non dovrebbe avanzare a levante oltre il sesto modulo e a ponente oltre la foce del rio San Giuliano. Ribadiamo la nostra contrarietà a questo scellerato progetto e chiediamo alle istituzioni locali, in primis il sindaco Bucci e il presidente di Autorità Portuale Signorini, di trovare una soluzione diversa per non riversare nuovamente a ponente l'ennesima servitù. Il ponente non è la discarica di Genova e i cittadini non vogliono essere trattati, ancora una volta, come di serie B".

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