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Alta Val Chiaravagna: emergenza rio Cassinelle, non solo percolato

Oltre alla principale problematica legata alla presenza della vicina discarica di Scarpino, a peggiorare la situazione gli scarichi del cantiere del passante ferroviario e i danni dei camion alle protezioni stradali

Un'emergenza ambientale che va avanti da mesi quella del rio Cassinelle in Alta Val Chiaravagna, nel quartiere di Sestri Ponente. Dopo i rilevamenti dell'Arpal che hanno documentato una concentrazione di azoto ammoniacale circa cinquanta volte superiore rispetto ai limiti consentiti, è partita un'inchiesta della Procura di Genova, nel registro degli indagati tre dirigenti e un tecnico Amiu. 

Alessandro Maffei, presidente del Comitato Alta Val Chiaravagna, racconta quello che sta accadendo nella zona: «Durante l'ultimo inverno, estremamente piovoso, le vasche del percolatodotto della discarica di Scarpino 1, quello che porta al depuratore di Cornigliano, hanno riversato acque dense di percolato nel Cassinelle. La loro portata ha un limite di 3 mila litri ma nei giorni di punta si è toccata addirittura quota 5 mila litri. Tra venerdì e sabato l'allarme sembrava rientrato ma la nuova ondata di pioggia ha fatto riprendere le esondazioni. Una possibile soluzione? Quella di smistare le acque inquinanti tra più depuratori, impiegando anche quelli di Sestri e Pegli. Oppure, come era stato detto, costruire una seconda condotta».

Un problema che arriva sino a valle. «Le acque del Cassinelle - prosegue Maffei - scorrono davanti alle abitazioni, causando disturbi ai cittadini, fino ad arrivare al Chiaravagna dove si uniscono a quelle dell'altro affluente, il Bianchetto. Ciononostante è possibile capire anche a occhio nudo quanto sia densa la presenza di sostanze inquinanti anche nel Chiaravagna. Il problema sta a monte, la discarica di Scarpino 1 non essendo impermeabilizzata entra in contatto con la vecchia spazzatura e riversa molto percolato a differenza di Scarpino 2 che, costruita nel modo corretto, non disperde eccessivamente liquami tossici. Negli anni '90 era stato costruito un depuratore nei pressi della discarica ma, per i costi eccessivi di manutenzione, è stato interrato dopo pochi mesi di funzionamento. Durante l'inverno ci siamo recati più volte in Municipio e in Comune ma non sono stati effettuati interventi adeguati». 

I problemi non sono legati solamente al percolato. «Il cantiere attivo in zona da circa un paio di anni, quello riguardante la costruzione del passante ferroviario – spiega Maffei -, scarica acque bianche nel Cassinelle. Non so quanto queste siano inquinanti ma il loro colore sicuramente non fa ben sperare».

Infine la problematica legata alle protezioni stradali. «Questa è una lunga storia – esordisce il presidente del Comitato-. I camion che passano lungo la strada che si affaccia sul Cassinelle spesso urtano le ringhiere danneggiandole. Ci sono interi tratti sprovvisti di barriere. Da anni gli abitanti della zona pagano al Comune una tassa che dovrebbe essere riutilizzata per la riqualificazione dell'area ma non ci sono stati interventi nonostante le nostre richieste poiché, a loro detta, i costi sarebbero eccessivi. La speranza è che non si debba attendere qualche incidente, che qualche automobile cada nel torrente, prima che le protezioni vengano sostituite». 

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