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Turismo, un nuovo software del Comune per individuare gli host irregolari

Gli appartamenti adibiti a uso turistico sono cresciuti del 32%, ma al dato positivo si aggiungono i controlli a tappeto contro chi non versa l'imposta di soggiorno

Crescono gli appartamenti adibiti a case vacanze in Liguria, e crescono anche i controlli da parte di amministrazioni e forze dell’ordine per contrastare l’abusivismo. Succede anche a Genova, dove a partire da gennaio 2019 il Comune ha avviato una serie di attività per accertare la regolarità di appartamenti e camere a uso turistico.

I proprietari dei cosiddetti “Aaut”, appartamenti a uso turistico, a Genova possono utilizzare un sito web creato appositamente nel luglio 2018, sfruttando corsi di formazione e a un servizio di tutoraggio con un numero telefonico dedicato che resterà attivo anche nel 2019. A sei mesi dall'inizio della sperimentazione i dati dimostrano comunque che, rispetto al 2017, gli appartamenti affittati a uso turistico registrati e che versano regolarmente l'imposta di soggiorno al Comune di Genova sono saliti del 32%, passando dai 748 del 2017 ai 989 del 2018. 

Stando ai dati raccolti dal Comune, sarebbero cresciuti in modo proporzionale anche i dati dei pernottamenti, quasi raddoppiati rispetto al 2017: superata la quota del 300mila (nel 2017 erano 159.219). Il gettito dell'imposta di soggiorno è salito, nello stesso periodo, del 171 per cento, passando da 159mila a 431mila euro, in parte anche in seguito all'aumento stabilito a partire dallo scorso 15 aprile. Per gli appartamenti a uso turistico, infatti, l’imposta è passata da 1 euro a 1,5 a notte, somma che in caso di prenotazioni tramite Airbnb (con cui il Comune ha una convenzione) viene addebitata in maniera diretta al cliente.

L’obiettivo dei controlli è sfruttare un nuovo software per mettere a confronto gli annunci presenti sui diversi portali dedicati dal turismo con l’elenco delle strutture regolarmente accreditate, in modo da individuare chi non presenta dichiarazioni e non versa dunque la tassa di soggiorno. Il passo successivo è l’invito a regolarizzare la posizione dell’host inadempiente con il supporto dell'Ufficio imposta di soggiorno della Direzione Turismo, che offre consulenza e formazione per la registrazione e il versamento dell’imposta.

«La nuova fase di controlli fa parte di un più ampio progetto finalizzato ad arginare il fenomeno delle strutture ricettive irregolari e a dare garanzie agli operatori economici regolari che si sentono minacciati dalla concorrenza sleale e chiedono all'Amministrazione rigore ed impegno - ha detto l’assessore comunale al Commercio e al Turismo, Paola Bordilli - Far emergere l’abusivismo consente all'Ente, tra l'altro, di recuperare risorse da investire in nuovi progetti per la valorizzazione della città come destinazione turistica e per interventi di decoro urbano e segnaletica turistica, come prevede la Convenzione sottoscritta con Camera di Commercio e Associazioni rappresentative di categoria».

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