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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

Dai beni confiscati case alloggio per le donne vittime di violenza

Il Centro Antiviolenza Mascherona segnala un aumento dei casi del 17,4% rispetto all'anno scorso

Alessia ha chiamato il 16 luglio del 2021. È la numero 320 che vuole parlare con il Centro Antiviolenza Mascherona. Alessia, ovviamente, è un nome di fantasia ma i numeri sono tutti reali: 425 sono le donne che da gennaio 2021 a oggi hanno chiesto aiuto e sono state prese in carico dall'associazione. Di queste, 324 hanno svolto un primo colloquio con un’operatrice professionalmente qualificata e 210 hanno intrapreso un percorso di fuoriuscita dalla violenza. Un aumento percentuale del 17,4% che segna ancora di rosso quest'anno che giunge al termine.

In più, i dati rispetto ai primi colloqui e alle prese in carico sono in continuo aggiornamento e quindi sottostimati dato che il tempo che passa tra la telefonata e il primo incontro è in media di 3-4 giorni.  Nel 2021, inoltre, hanno continuato il percorso di uscita dalla violenza 225 donne che si erano rivolte al Centro negli anni precedenti. In totale, le donne seguite dal Centro sono state 462 e 2625 i colloqui svolti.

Dai dati del Centro in piazza Colombo emerge che il 'codice rosso', la massima gravità per cui si rende necessario un intervento immediato, è stato attivato per 46 delle 425 donne che si sono rivolte al Centro. Oltre il 10% si trovava, dunque, a rischio vita. Sono donne giovani quelle seguite dal Centro Antiviolenza, mediamente sotto ai 50 anni, la maggior parte tra i 40-49 (27,14%), poi tra i 16 e i 29 anni (21,42%) e infine tra i 30 e i 39 (27,14%). Più della metà sono donne italiane e il 49% ha figli sia piccoli sia maggiorenni: 124 bambini in questo momento a Genova sono possibili vittime di violenza assistita oppure diretta. Il violento è almeno una volta su due il partner (67%) o l’ex. Nel 45,7% dei casi la donna ha avuto paura per la sua vita o quella dei suoi figli. Tra il 25,2 % delle donne che hanno intrapreso un percorso di fuoriuscita dalla violenza nel corso del 2021 ci sono casalinghe, inoccupate o disoccupate, solo il 32% ha un lavoro stabile e il 17% è precaria.

Alla vigilia della Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne, giovedì 25 novembre, anche Tursi ha voluto dare un segnale di solidarietà e operativià approvando all'unanimità un ordine del giorno presentato ieri, durante il consiglio comunale con un ordine fuori sacco. Uno dei problemi principali per le donne vittime di violenza è quello di trovar un alloggio sicuro che le allontani dalla fonte del male, che vive tra le pareti di casa si consumano le aggressioni fisiche e verbali. 

La questione dell'emergenza abitativa per le donne vittime di violenza è sempre stata messa in evidenza dai centri antiviolenza genovesi e sono ancora i freddi dati a parlare, nella tutela della riservatezza delle donne. È un dato del 2018 a mettere in evidenza che in Italia 6 milioni e 700mila donne e bambini sono vittime di violenza tra le mura di casa e, se si confronta questo numero con la percentuale del (solo) 7% che rappresenta la cifra di questi crimini che viene processata, si può facilmente comprendere come quello abitativo sia un problema molto sentito dalle donne vittime di maltrattamenti, soprattutto dopo che hanno trovato il coraggio di denunciare.

Un piccolo passo è stato fatto dal primo febbraio del 2018 con la pubblicazione della legge n. 4: chi viene condannato per una serie di reati che rientrano nel più ampio genere di violenza familiare (quali incesto, maltrattamenti, omicidio anche preterintenzionale, lesioni, sequestro di persona e violenza sessuale) decade dalla relativa assegnazione dell’alloggio di residenza pubblica mentre le altre persone conviventi (le vittime) non perdono il diritto di abitazione e subentrano nella titolarità del contratto.

Mancano però le case dove ospitare nell'emergenza le donne maltrattate e la giunta si è impegnata a trovare delle soluzioni ricorrendo anche all’utilizzo dei beni confiscati che sono a pieno titolo parte del patrimonio di edilizia residenziale del Comune.


 

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