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Traffico di medicinali, nel giro anche due farmacisti di Carignano

I due, marito e moglie genovesi, avrebbero acquistato farmaci rubati per poi rivenderli ad altre società. Le accuse sono di associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione e riciclaggio

Ci sono anche due farmacisti genovesi nella lista delle persone arrestate dai carabinieri del Nas di Milano con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione, riciclaggio e commercio internazionale di farmaci rubati: il blitz è scattato ieri all’alba, e ha portato all’arresto di 19 persone che avrebbero messo in piedi un traffico che ha causato a ospedali e casa farmaceutiche un danno da circa 30 milioni di euro.

L’indagine era partita nel 2011 dopo alcune denunce per furto di medicinali ad alto costo, principalmente antitumorali e salvavita (alcuni dei quali arrivavano a costare anche 10mila euro a confezione), che secondo gli inquirenti venivano poi rivenduti all’estero attraverso una rete composta da circa 50 persone tra farmacisti, agenti di commercio e autotrasportatori di Lombardia, Liguria, Toscana, Calabria, Campania e Sicilia. I farmaci venivano rubati direttamente in azienda, nei magazzini ospedalieri o durante il trasporto e poi rimessi in commercio sul mercato internazionale dopo essere stati “ripuliti” grazie all’emissione di fatture fittizie.

Stando alla ricostruzione degli inquirenti, ruolo chiave avrebbero avuto i due farmacisti genovesi, marito e moglie titolari di una nota farmacia di Carignano, che sono finiti agli arresti domiciliari con l’accusa di avere acquistato i medicinali per poi rivenderli ad altre società, tra cui una con sede a Bolzaneto di cui l’uomo è legale rappresentante.

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