Tragedia nel carcere di Marassi: detenuto s'impicca in cella

L'uomo era entrato in carcere solo poche ore prima e attendeva di essere processato per maltrattamenti, episodio denunciato dal sindacato di polizia penitenziaria Sappe

Tragedia nel carcere di Marassi dove, nella notte tra domenica 20 e lunedì 21 ottobre 2019 un detenuto in attesa di giudizio per maltrattamenti si è tolto la vita impiccandosi nella propria cella. 

L'uomo era entrato in carcere solo poche ore prima e attendeva di essere processato per maltrattamenti. Il personale di servizio è prontamente intervenuto praticando le operazioni di massaggio cardiaco con il successivo invio all’ospedale cittadino ma, purtroppo, il detenuto è morto poco dopo. A denunciare l'episodio il Sappe, sindacato autonomo della Polizia Penitenziaria.

Purtroppo non è il primo episodio del genere nel carcere genovese: «Un dramma sul quale nessuno deve fare finta di nulla. - scrive il sindacato in una nota firmata dal segretario regionale Michele Lorenzo - Non conosciamo le cause che hanno indotto all’insano gesto, ma di fatto esiste un disinteresse alle condizioni di vita della popolazione detenuta a Marassi che è discutibile sin dai dati numerici con 730 detenuti, il 57% dei quali stranieri, che devono convivere in spazi pensati per un massimo di 525 posti, un quadro penitenziario, quello di Marassi che si completa con il 33% di detenuti tossicodipendenti e i suoi problemi correlati».

«Nel primo semestre del 2019 - aggiunge il Sappe - si sono verificati un centinaio di atti di autolesionismo, un suicidio, ma anche 73
colluttazioni e 40 ferimenti, un decesso per cause naturali e continue aggressioni ai danni degli agenti della Polizia Penitenziaria, episodi che denunciamo con fermezza all’interno degli istituti della Liguria e a Marassi in modo particolare».

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«Poco più di un anno fa - conclude il sindacato - la direzione di Marassi si è resa parte attiva con l’assessore regionale alla sanità di un protocollo sul “rischio suicidario” ma ancora nulla si sa, a distanza di quasi un anno dalla sua introduzione, sulle modalità attuative di tale protocollo».

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