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Martedì, 5 Luglio 2022
Cronaca Marassi / Piazzale Marassi�

Carcere di Marassi, sputi agli agenti e telefonini in cella

Situazione delicata all'interno del penitenziario genovese, la denuncia del segretario Uilpa Fabio Pagani

La situazione del carcere di Marassi continua a essere delicata, con l'ennesimo episodio di violenza ai danni di agenti in servizio all'interno del penitenziario. «Un vero e proprio bollettino di guerra quello registrato delle ultime ore - ha dichiarato il segretario regionale di Uilpa Polizia Penitenziaria Favio Pagani - Dopo il ritrovamento dei due telefonini del 7 Novembre, ancora un telefonino sotttratto ai detenuti, questa volta nella prima sezione, ma questo non è l'unico grave episodio delle ultime ore».

Sputi contro gli agenti 

Secondo quanto denunciato da Pagani, infatti, un detenuto di origini nigeriane con gravi problemi psichiatrici ha cominciato a sputare contro un agente di polizia penitenziaria e ha cominciato a sbattere e rompere le cose che si trovavano all'interno della cella creando forti disordini nel piano. Gli altri detenuti, infatti, hanno cominciato a rumoreggiare e protestare calmati con grande difficoltà dagli agenti. 

Le richieste della Uilpa

«Da molto tempo - ha aggiunto Pagani - abbiamo gettato, inascoltati, un grido di allarme sulle condizioni di lavoro cui è costretta la Polizia Penitenziaria all’interno degli istituti penitenziari, chiedendo che sia garantita l’incolumità fisica del personale. Abbiamo fatto richieste precise ai vertici del Dap su come possa essere garantita l'incolumità, su come prevenire gli eventi critici e sulle procedure da adottare durante le operazioni di servizio visto che intervenendo senza competenza e cognizione di causa potrebbe essere pericoloso per gli agenti e per i detenuti. Al Dap evidentemente sottovalutano il problema o ritengono che tra i compiti istituzionali della Polizia Penitenziaria siano comprese anche le violenze e le aggressioni da parte dei detenuti – sottolinea ironicamente la Uil – ed è per questo che rivolgiamo un appello al Ministro della Giustizia affinché convochi un tavolo di monitoraggio utile a individuare soluzioni percorribili. Lo Stato non può permettere che i propri rappresentanti siano maltrattati impunemente in questo modo».

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