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Carcere di Marassi, 24 ore da incubo per gli agenti della penitenziaria

Tre agenti della Polizia penitenziaria feriti e quattro episodi critici all'interno del carcere di Marassi nell'arco di sole 24 ore. A dichiararlo è Angelo Urso, segretario generale Uil Pa Polizia Penitenziaria

Un vero e proprio bollettino di guerra quello registrato nelle ultime 24 ore all'interno del carcere di Genova Marassi. A dichiararlo è Angelo Urso, segretario generale Uil Pa Polizia Penitenziaria.

«Dopo l'aggressione delle ore 17 di ieri, altri tre eventi critici si sono registrati all'interno del carcere: alle ore 24 di ieri presso il Cdt un detenuto ha posto in essere un atto di autolesionismo procurandosi alcuni tagli alla gola che fortunatamente non hanno avuto gravi conseguenze; alle ore 10 di questa mattina, nella terza sezione, un detenuto ha aggredito, prendendolo a schiaffi e pugni, un agente di polizia penitenziaria, la cui prognosi non è purtroppo nota, e poco fa un altro detenuto nella sesta sezione ha dato fuoco alle suppellettili all'interno della propria cella e non contento di ciò durante il conseguente intervento del personale ha colpito un agente con un coltellino rudimentale procurandogli delle ferite da taglio alla mano sinistra».

I detenuti della sezione sono stati messi in sicurezza dal personale intervenuto e l'agente è stato accompagnato presso il pronto soccorso dell'ospedale per le cure del caso.

«Da tempo ormai abbiamo gettato, inascoltati, un grido di allarme sulle condizioni di lavoro cui è costretta la Polizia Penitenziaria all'interno degli istituti penitenziari. Il preoccupante incremento di eventi critici registrato negli ultimi tre anni sembra addirittura aver subito un altrettanto angosciante aumento in questi primi due mesi dell'anno e, nonostante questo, a nessuno è venuto in mente di convocare una riunione per discutere del problema».

«Eppure - continua Urso - noi abbiamo fatto richieste precise ai vertici del Dap, vale a dire di rendere noto come intendono procedere al fine di garantire l'incolumità; quali disposizioni utili a prevenire gli eventi critici si intendono impartire e quali procedure devono essere adottate durante le operazioni di servizio, perché intervenire così come si sta facendo senza competenza e cognizione di causa potrebbe essere pericoloso per se e per gli altri».

«Al Dap evidentemente sottovalutano il problema o ritengono che tra i compiti istituzionali della Polizia Penitenziaria siano comprese anche le violenze e le aggressioni da parte dei detenuti - sottolinea ironicamente la Uil - ed è per questo che rivolgiamo un appello al ministro della Giustizia affinché convochi un tavolo di monitoraggio utile ad individuare soluzioni percorribili».

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