Scoperto con un telefonino in cella, detenuto aggredisce agente della Penitenziaria

L’uomo, un 33enne italiano in carcere per per lesioni personali, furto, resistenza a pubblico ufficiale e rapina, ha aggredito un assistente capo durante un controllo

Era riuscito a portare con sé in cella un piccolo telefonino nascondendolo negli slip, e quando è stato sottoposto a un controllo della polizia Penitenziaria si è scagliato contro un agente spaccando uno sgabello e usando una delle gambe come clava.

Succede nel carcere di Marassi, dove sabato sera gli agenti della Penitenziaria si sono ritrovati ancora una volta a dover gestire un detenuto che ha dato in escandescenza in una cella occupata da cinque altri detenuti.

Il 33enne si è scagliato in particolare contro un assistente capo, il primo ad accorgersi che il suo nervosismo era dovuto al telefonino che aveva negli slip e che l’uomo ha cercato di distruggere sbattendolo più volte sul pavimento e minacciando di morte l’agente. 

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«Uno dei tanti episodi presso la casa circondariale di Marassi e che solo grazie alla professionalità e la tempistica di azione della Polizia Penitenziaria nel contenere un atto di aggressione, non hanno avuto conseguenze gravi - è il commento di Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp - Abbiamo denunciato più volte e denunciamo quotidianamente aggressioni nei confronti del personale di polizia Penitenziaria, senza a oggi ricevere alcuna tutela o deterrente che il personale possa utilizzare in difesa di tali gesti violenti. Speriamo che l’amministrazione oltre a prendere i dovuti provvedimenti del caso, applichi nell’immediato quando disposto dal capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria in questi casi, e dunque l’immediato allontanamento del detenuto protagonista».

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