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Cronaca

Incendia lenzuola e materasso: detenuto distrugge la cella

Gli agenti della polizia penitenziaria sono riusciti a estrarre vivi i due detenuti. Il sindacato: "La situazione è chiaramente destinata a degenerare e temiamo possa accadere il peggio"

"Un detenuto di origini egiziane, ristretto in prima sezione piano terra, ha dato fuoco alla cella, incendiando materassi e lenzuola. La polizia penitenziaria, con non poche difficoltà, ha estratto vivi dalla camera lui e il compagno di cella. Grazie al tempestivo, immediato e coraggioso intervento degli agenti penitenziari si è evitata una strage", così il segretario regionale della Uil Pa penitenziari della Liguria, Fabio Pagani.

Il detenuto egiziano da poco a Marassi, proveniente dal carcere di Torino, dove aveva terminato l'osservazione psichiatrica , lo scorso 11 maggio dopo la lettura della sentenza aveva devastato l'aula del tribunale ed era stato bloccato grazie al taser in uso alla polizia di Stato.

"Continuando così, con oltre quattro aggressioni al giorno secondo i dati nazionali, la situazione è chiaramente destinata a degenerare ulteriormente e temiamo che possa succedere il peggio, ancor di più che nel marzo del 2020 quando si scatenarono rivolte e si contarono 13 morti fra i reclusi”, avverte il segretario della Uilpa Pp. “Condividiamo moltissime delle buone intenzioni del governo Meloni comunicateci per bocca del sottosegretario al ministero della Giustizia, Andrea Delmastro delle Vedove, ma servono fatti urgenti e tangibili. Il guardasigilli Carlo Nordio si svegli dal proprio torpore in tema di politiche penitenziarie e, al di là delle dichiarazioni di stile utili forse per qualche editoriale, porti in consiglio dei ministri un decreto carceri che, prendendo atto dell’emergenza strisciante, con procedure d’urgenza possa metterle in sicurezza anche attraverso assunzioni straordinarie proporzionate al fabbisogno di oltre 18mila unità nelle file della polizia penitenziaria. Nondimeno, il capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Giovanni Russo, batta un colpo, non foss’altro per dare segno di sé, e dica una volta per tutte cosa vuole fare del modello di gestione detentiva (modello custodiale), rinfrescando la memoria che oggi Marassi conta 700 detenuti su una capienza di 500 detenuti e una camera da 6 posti completamente
inagibile" , conclude Pagani.

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