Cronaca Albaro / Piazza Tommaseo

Capriolo investito in piazza Tommaseo, le Guardiee Zoofile: «Episodio preoccupante»

Il cucciolo è sbucato da Scalinata Borghese finendo davanti a un'auto, che non è riuscita a frenare in tempo. Le condizioni dell'animale erano troppo gravi, e alla fine è stato soppresso

Continuano le “incursioni” di animali selvatici in città, l’ultima decisamente allarmante e finita nel peggiore dei modi: nel pomeriggio di domenica un cucciolo di capriolo vagante è finito in piazza Tommaseo, dove è stato investito da un’auto. L’urto ha fratturato all’animale la spina dorsale, e alla fine è stato necessario sopprimerlo per alleviare le sue sofferenze.

La segnalazione alle Guardie Zoofile Ambientali è arrivata intorno alle 17.30 di domenica pomeriggio: stando alle prime ricostruzioni il capriolo è spuntato dai gradini di Scalinata Borghese, nel quartiere della Foce, finendo dritto dritto davanti a un’auto che stava passando in piazza Tommaseo. Il conducente ha provato a inchiodare, ma lo schianto è stato inevitabile.

Sul posto è arrivato nel giro di pochi minuti il capo nucleo della Guardie Zoofile Gian Lorenzo Termanini, che con i colleghi ha avvolto l’animale in una coperta e l’ha caricato in auto dirigendosi verso il Centro Enpa per il recupero degli animali selvatici. La radiografia ha però rivelato la frattura della spina dorsale, e l’unica soluzione alla luce delle condizioni del capriolo, in agonia e con le zampe posteriori immobilizzate, è stata la soppressione.

Tantissimi i passanti che si erano presi a cuore la sua storia, e che hanno assistito alle operazioni di soccorso sperando terminassero bene. Alla luce della morte, però, i riflettori si puntano nuovamente sulla gestione della fauna selvatica e sulle sempre più frequenti incursioni in città: «I cinghiali siamo ormai abituati, anche in centro, ma un capriolo in piazza Tommaseo è davvero la prima volta che mi capita, non volevo crederci quando me l’hanno segnalato», conferma Termanini.

La presenza dell’animale in un contesto così urbano è in effetti inspiegabile: spesso avvistati sulle alture della città, sbucano solitamente dai boschi vicini e finiscono per cadere in cortili e giardini condominiali. Mai, però, se n’era visto uno praticamente in centro cittadino, ulteriore segno dei sempre minori timori che gli animali selvatici, spesso in cerca di cibo, nutrono nei confronti dell’uomo. Che dal canto suo non esita ad avvicinarli e a nutrirli, radicando la convinzione che la città è sinonimo di cibo.

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