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Cuccioli di capriolo "rapiti" dai prati, l'appello di Enpa: «Serve latte di capra»

I piccoli vengono lasciati dalle mamme tra l'erba alta per mimetizzarli. Ma alcuni escursionisti spesso li pensano abbandonati, e finiscono per lasciarli orfani

Il meteo capriccioso non incentiva le scampagnate, ma al rifugio Enpa per animali selvatici di Campomorone sono già arrivati i primi cuccioli di capriolo che qualche escursionista in buona fede ha avvistato sui prati e deciso di “salvare”, senza rendersi però conto di averli di fatto condannati a crescere senza mamma.

Nei giorni scorsi i volontari del Cras si sono visti “recapitare” tre capriolini recuperati in mezzo all’erba alta, soltanto apparentemente abbandonati. Le femmine di capriolo, infatti, lasciano i loro cuccioli mimetizzati (complice il manto a macchie) per proteggerli dai predatori mentre vanno in cerca di cibo. In queste occasioni spesso capita che qualche escursionista possa notarli e pensare di essere di fronte a un cucciolo abbandonato. Toccarli significa però contaminare il loro odore, con la conseguenza diretta che le madri non riescono più a riconoscerli. Ed è qui che entra in gioco il Cras, che ha lanciato un appello per raccogliere latte di capra con cui nutrirli.

«I primi capriolini dell'anno non si sono fatti attendere. Al Cras, in meno di una settimana, ne sono stati già portati tre - spiegano dall’Enpa - Come sempre, si tratta degli ennesimi "rapimenti" da parte di persone ignare che questi piccoli non vanno assolutamente toccati e vanno lasciati dove sono. Al Cras questi cuccioli potranno ricevere tutte le cure necessarie. Ma non c'è niente meglio della mamma, e noi non siamo la mamma. A causa dell'ignoranza di alcuni, molti di questi piccoli vengono letteralmente resi orfani. L'abbondanza di piccoli caprioli al centro significa che abbiamo bisogno più che mai di latte di capra per poterli crescere. Chiediamo il vostro aiuto: chiunque volesse darci una mano, può acquistare e portare al Cras latte di capra in quantità, preferibilmente intero».

Lo scorso anno sono state decine i cuccioli arrivati al Cras, come conferma anche Massimo Pigoni, presidente dell’Enpa Genova: «Statisticamente arriveranno circa 35 caprioli, che consumeranno 1 litro di latte al giorno fino a luglio - spiega - poi il consumo diminuirà quando cominceranno a mangiare germogli». A quel punto, una volta “svezzati”, i piccoli potranno essere rimessi in libertà.

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