Cronaca Centro Storico / Via San Donato

Centro storico, in San Donato il distributore h24 di cannabis legale

Prima in via Ravecca, poi in via San Donato: distributori in cui è possibile acquistare la cannabis con il principio attivo sotto il limite di legge usando solo codice fiscale e contanti

Il primo è stato avvistato in via Ravecca, poi è arrivato quello più grande in via San Donato, all’altezza di piazza del Ferrerro, nei locali in precedenza occupati da un mini market: sono i distributori automatici h24 della cosiddetta “cannabis legale”, la canapa light con principio attivo (thc) inferiore ai limiti di legge.

La legge che regola la produzione, la vendita e l’uso della cannabis light è la 242 del 2016, la stessa che ha consentito anche alle tabaccherie di commercializzarla. Il passo successivo è stata introdurla nei distributori automatici, come il “Coffee Shop” di via San Donato, che oltre alla cannabis vende anche caffè, acqua e snack. I prodotti in vendita vanno dai 10 euro ai 50 euro (per il kit), e all’interno è attivo un sistema di videosorveglianza e allarme con un numero di riferimento da contattare in caso di problemi.

Il timore di residenti e commercianti della zona è che il distributore diventi un punto di riferimento anche per gli spacciatori per offrire ai clienti la loro merce, soprattutto ai giovanissimi. 

Nelle scorse settimane il Comune era intervenuto in via Ravecca per contestare l’apertura di un altro distributore su cui era aperta una vertenza al Tar. La licenza era stata negata da Tursi sulla base del regolamento che vieta l’apertura di distributori h24 in centro storico, e il Tar aveva confermato la decisione. 

«Siamo contenti, come Comune, che il Tar ci abbia dato ragione subito - spiega l'assessore al Commercio, Paola Bordilli - Per quanto riguarda San Donato, che mi era già stato segnalato dai commercianti, abbiamo ricevuto un'istanza che abbiamo respinto, ma stiamo ancora lavorando per valutare la situazione. Certo è che come assessorato e come Comune siamo molto rigidi su questa tipologie di aperture in centro storico: incentiviamo chi contribuisce a migliorare il tessuto sociale, e non chi potenzialmente crea degrado».

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