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Beni confiscati alle mafie in stato di abbandono, la denuncia di Libera

L'impegno assunto dalla Regione lo scorso dicembre di investire 500mila euro per il recupero dei 96 immobili della cosiddetta confisca 'Canfarotta' non è stato seguito da azioni concreti. A dirlo è l'associazione Libera

L'associazione Libera Genova e Liguria lancia l'allarme sulla situazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata a Genova.

«Torniamo a denunciare la situazione di abbandono in cui versano, a 5 anni dalla confisca definitiva, molti degli immobili della cosiddetta confisca 'Canfarotta', il più consistente provvedimento di confisca nella storia del Nord Italia con 115 unità immobiliari, di cui 96 solo a Genova. Chiediamo all'Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati di fare chiarezza rispetto alla denuncia della coadiutrice, che ha lamentato la difficoltà di ottenere risposte dall'Agenzia rispetto alle situazioni di criticità più volte segnalate. Rinnoviamo, dopo averlo fatto decine di volte nel corso di questi anni, l'appello al Comune di Genova e a Regione Liguria affinché vengano investite le risorse necessarie per il recupero di questi beni, ponendo fine a una situazione non più sostenibile, e consentendo alla collettività di potersi riappropriare di questi beni.

«Gli strumenti ci sono - continua Libera -, ad esempio segnaliamo l'impegno, assunto all'unanimità dal Consiglio Regionale nel dicembre 2018, di investire 500mila euro del fondo strategico proprio per il recupero dei beni confiscati: che ognuno faccia la propria parte per dare gambe alle prospettive di riutilizzo sociale di questi beni che, lo ricordiamo, rappresentano una straordinaria risorsa per il territorio. A conferma di questa affermazione ricordiamo i dati della ricerca LiberaIdee, che solo in Liguria ha coinvolto 420 persone: per l'80,2% del campione i beni confiscati rappresentano una risorsa per il territorio mediante investimenti e progetti di riutilizzo».

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