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Trova un cane in autostrada e si rifiuta di restituirlo alla 'padroncina' disabile

Durante una sosta nell'Area di Servizio di Sant'Ilario Nord, sull'autostrada A12 poco prima di Nervi, una famiglia ha perso un cane di razza pincher. Quest'ultimo è stato trovato da una donna, che poi ha fatto di tutto per non restituirlo

Per prendere in consegna Milou in un solitario casolare della campagna pavese e riportarla a casa sono intervenuti gli ispettori della Polizia Stradale di Genova, gli agenti della Polizia Stradale di Pavia, due Carabinieri della Stazione di Bressana Bottarone e un veterinario.

La cagnolina Milou viene portata via tra gli urli e le grida della signora di 59 anni, che vive con altri cinque cani e otto gatti. Per capire chi è Milou e soprattutto come sia finita in questo pasticcio bisogna ritornare indietro di qualche giorno.

Sono le sei di sera di domenica pomeriggio quando nell'Area di Servizio di Sant'Ilario Nord, sull'autostrada A12 poco prima di Nervi, arriva una Fiat Panda diretta a Imperia con a bordo padre, madre e la piccola Margherita (nome di fantasia), 12 anni, disabile con gravi problemi di salute, che nella vita ha trovato enorme conforto nella compagnia della sua piccola cagnolina razza Pincher di otto anni dal nome esotico, Milou appunto.

Il padre, posteggiata l'auto, va al bar a prendere un caffè e un pò d'acqua per moglie e figlia che rimangono ad aspettarlo in macchina. Fatto ciò, gettati i vuoti nel cestino, riprendono la marcia ma quasi subito si accorgono dell'assenza di Milou.

Il piccolo cagnetto deve aver approfittato del continuo aprire e chiudere di portiere per scendere sul piazzale e sgranchirsi le zampine. Così, mentre Margherita inizia a piangere, il padre esce al casello dopo, entra a quello prima e ritorna a Sant'Ilario dove del cane ormai non vi è traccia.

Fortunatamente alcuni avventori hanno notato un gruppo di persone in gita accerchiare la bestiola, acciuffarla e portarla con loro a bordo dell'autobus su cui viaggiano. Evidentemente erano preoccupati per il destino del quadrupede e questa notizia tranquillizza un poco i genitori di Margherita che, chiamando la Polizia Stradale di Genova e spiegando l'accaduto, chiedono agli agenti di intercettare l'autobus.

Gli ispettori di Sampierdarena si mettono così in moto e, analizzati i filmati delle telecamere presenti nell'Area di Servizio, riescono a individuare i dati identificativi del pullman: è stato affittato da un gruppo di escursionisti di Voghera che stanno tornando a casa. Spunta anche il numero del circolo CAI (Club Alpino Italiano) pavesino organizzatore della gita e quindi anche del capo comitiva che è a bordo.

Già confidando in una celere risoluzione del caso, accanto alla famiglia trepidante e alla figlia disperata, si sentono rispondere che la signora che ha preso in custodia il cane, 59enne di cui sopra, non ha alcuna intenzione di restituire il Pincher perchè, a suo dire, "il cane era stato portato a perdere volutamente dai proprietari che dopo averlo abbandonato erano fuggiti a fari spenti".

Vano ogni tentativo di spiegazione da parte di chiunque, vano il riferire le condizioni in cui versa ora la bambina, vane le insistenze della Stradale: la signora vuole tenere Milou e guai a chi gliela tocca.

A quel punto, costretto dagli eventi, il padre di Margherita presenta regolare querela nei confronti della signora (appropriazione di animale smarrito) così da fornire alla Polizia Stradale lo strumento giuridico grazie al quale la procura di Genova concede immediatamente un decreto di perquisizione e sequestro.

La Polizia Stradale si dedica e si è specializzata ormai da tempo al controllo del trasporto di animali, verificando le condizioni igieniche dei capi destinati al macello o controllando le importazioni abusive di cani o altre specie provenienti soprattutto dall'estero, ma un caso del genere ancora mancava.

Ieri sera, mentre i genitori di Margherita sono costretti a portarla da un medico specializzato a causa del trauma emotivo, l'"irruzione" nel casolare di Castelletto di Branduzzo.

La signora, alla vista dei militari e degli agenti, si barrica in casa insultando chiunque si avvicini. Solo l'intervento dei suoi familiari, sorella e fratello nel mentre accorsi, riesce a placarla e a convincerla ad aprire il cancello del giardino.

Una volta dentro, mentre il maresciallo del paesino di Bressana Bottarone fatica non poco a tenere calma la signora, gli agenti aiutano il veterinario a cercare Milou: finalmente il chip elettronico di un Pincher raggomitolato sotto la stufa dà l'impulso giusto: quello è proprio il cane che Margherita sta piangendo da giorni.

La signora si altera sempre più tanto da costringere i poliziotti a contenerla e denunciarla così anche per resistenza e oltraggio. È quasi mezzanotte quando la Polizia Stradale di Genova restituisce al papà di Margherita la piccola Milou.

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