Cronaca

Tervo Valico, due esposti in Procura per l'amianto a Cravasco

Dopo la denuncia presentata ai carabinieri di Campomorone da due attivisti No Tav, nei giorni scorsi ne è stata depositata un'altra da parte dei gruppi consiliari di minoranza in Comune

Due esposti contro il Cociv, il general contractor cui sono stati affidati i lavori per il Terzo Valico, sono stati presentati in Procura per fare luce sull'amianto trovato nel cantiere di Cravasco, in Valpolcevera, fermo dallo scorso 22 luglio dopo alcuni ritrovamenti ritenuti pericolosi perché superiori ai limiti previsti dalla legge.

La prima denuncia era stata presentata da due attivisti No Tav lo scorso sabato, mentre la seconda è arrivata ieri ad Arpal, Asl 3, ispettorato del lavoro e Procura della Repubblica: a firmarla i consiglieri di due gruppi di minoranza del comune di Campomorone, M5S e Altra Campomorone, che all’esposto hanno allegato una serie di foto scattate nei giorni scorsi sottolineando come a oggi i giacimenti amiantiferi entrerebbero liberamente in contatto con l’aria senza nulla a impedire che le fibre si disperdano.

Gli attivisti No Tav, intanto, hanno creato una rete di monitoraggio del cantiere dando vita a presìdi e blocchi stradali per impedire il passaggio dei camion (l’ultimo è stato fermato in mattinata a Pontedecimo) che trasportano il materiale all’interno dei centri abitati: «Da alcuni giorni esiste un monitoraggio continuo dell’amianto a Cravasco da parte dei membri dei comitati che stanno impegnando giorni di ferie per il bene di tutti. Attualmente in cantiere sono stipate centinaia di big bag contenenti amianto, pronte a essere trasportate via camion - si legge in una nota diffusa dall’associazone ValVerde-No Tav - Non vogliamo lasciare che carichi di amianto passino in silenzio attraverso i nostri paesi».

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