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Campo nomadi a Prà: situazione drammatica, il Comune interviene

Inclusione sociale, rispetto della dignità e ripristino di condizioni igieniche e di legalità: in questo modo il Comune di Genova ha deciso di intervenire per aiutare il campo Rom di Prà

«Stiamo attuando una serie di interventi di tipo strutturale e non emergenziale, cioè sgomberi, perché questi sono contrari alle linee di questa maggioranza e anche perché non sono efficaci, come riportano le linee guida di Anci» le parole sono di Elena Fiorini, assessore alla legalità, in merito alla drammatica situazione del campo rom di Prà, discussa nuovamente in Consiglio Comunale.

A sollevare l'argomento sono stati Simone Farello, Salvatore Caratozzolo, Nadia Canepa, Paolo Gozzi, Giovanni Vassallo (tutti del Pd), Stefano Anzalone (Gruppo Misto) e Lilli Lauro (Pdl).

«Inclusione sociale, rispetto della dignità e ripristino di condizioni igieniche e di legalità - prosegue Fiorini - sono i temi dei quali si sta occupando un gruppo di lavoro, i cui risultati saranno sottoposti alla giunta e poi ai Municipi. Un’altra linea di intervento è rappresentata  dagli interventi di emergenza rispetto a situazioni che non possiamo rimandare, tipo quella di Prà. Sono stata sul posto e ho incontrato diverse volte il Municipio, recentemente anche insieme ai rappresentanti della questura. Verranno installati new jersey per non far fermare i camper. Dall’ultimo sopralluogo, di pochi giorni fa, è emerso che ci sono 40 persone e 14 baracche: la situazione igienico-sanitaria è drammatica. Il Comune si appresta intervenire, ma anche in queste situazioni ci sono aspetti volti al diritto delle persone di essere trattate con rispetto. Lo sancisce anche la Corte europea per i diritti dell’uomo, indicando che, le attività di sgombero non possono essere svolte senza tutelare adeguatamente le persone».

Conclude Paola Dameri: «Insieme all’assessorato Legalità e diritti, abbiamo costituito un tavolo permanente sul tema. Noi dobbiamo valutare le situazioni di rischio e attivare politiche a sostegno delle persone fragili. Sulla fascia di rispetto ci sono 40 persone, di cui 13 minori e 1 anziano; nessuno di loro si è rivolto ai servizi sociali. Stiamo approntando azioni che ripristinino la legalità, ma per fare ciò è necessario dare una risposta alloggiativa a queste persone, dopodiché potremo distruggere le baracche costruite abusivamente. Questa risposta è analoga a quella che forniamo anche agli altri soggetti fragili: minori, anziani. Nel contempo, stiamo identificando siti dove poter collocare aree di sosta attrezzate, che permettano ai nomadi di transitare nella nostra città in situazioni di igiene e di sicurezza».

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