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Lavori al Campasso, da Tursi e Rfi rassicurazioni: «Niente amianto e viabilità migliorata»

Il vicesindaco Bernini e il responsabile di Ferrovie Italiane hanno rassicurato sulla montagna di materiale che preoccupava i residenti e sullo sviluppo del progetto per il nodo ferroviario

Doppio sospiro di sollievo per i residenti di Sampierdarena: nel corso della conferenza stampa indetta a Tursi per aggiornare sull’andamento dei lavori per il parco ferroviario del Campasso, il vicesindaco Stefano Bernini e Rfi hanno in primis confermato che la montagna di materiale che aveva sollevato proteste e preoccupazioni da parte dei residenti non contiene polveri amiantifere e verrà presto livellata, ma anche che la stazione non verrà chiusa come previsto dal progetto originale per i lavori sul nodo ferroviario.

Nei piani iniziali di Rfi per la riqualificazione del parco ferroviario, che comprendono anche l’ampliamento e il miglioramento della viabilità con ricadute positive sulla zona di Brin, era infatti prevista una chiusura di 490 giorni dei binari che collegano la stazione alle valli Polcevera e Scrivia per consentire ai lavori di procedere, un’ipotesi che avrebbe causato notevoli disagi ai pendolari e agli studenti che percorrono abitualmente la tratta, e che è stata scartata in favore di una soluzione che ridurrebbe i giorni di chiusura indispensabili soltanto al weekend e alla fasce orarie di minore affluenza.

Una notizia che arriva insieme con un aggiornamento sull’andamento dei lavori che contribuisce anche a tranquillizzare i residenti sulla natura dei materiali necessari per la costruzione del nodo ferroviario, che a oggi svettano in una montagna cresciuta nella zona del Campasso: «Il progetto el nuovo parco porterà i binari dai 32 iniziali a 8, un’operazione possibile alzando il piano del ferro di circa 70-80 cm. Per farlo verranno utilizzati i materiali che oggi sono in deposito temporaneo nell'area del Campasso, e che serviranno anche per realizzare delle dune naturali, e dunque non di cemento, che consentano di attenuare il rumore e fare da barriera insieme con un’alberatura lato via Fillak e lato via del Campasso», ha spiegato Calogero Di Venuta, direttore investimenti dell'area Nord delle Ferrovie, aggiungendo che «realizzeremo anche l'allargamento della viabilità così come stabilito con il Municipio in via Campasso, per rendere fruibile anche ai mezzi pubblici via della Pietra, che a oggi è un budello molto stretto», un’operazione possibile grazie alla cessione di parte delle aree Rfi. 

Di contro alle buone notizie annunciate in mattinata, c’è il fatto che la fase più delicata del progetto inizia proprio adesso: al momento sono 50mila i metri cubi di materiale depositati al Campasso, cui prossimamente andranno ad aggiungersene altre 10mila. Che nelle stime di Rfi è la quantità sufficiente a portare a termine i lavori (a far data entro la fine del 2017), e che pur non contenendo traccia di amianto, perché provengono «da tre fonti di scavo: basalto da quello della nuova galleria Polcevera, poi calcari che vengono dallo scavo delle gallerie Colombo lato Brignole, e argilla, che useremo per creare le dune, che arriva dalla galleria Polcevera lato Fegino», possono comunque creare fastidi ai residenti a livello ambientale e atmosferico. 

Un disturbo che al momento è tenuto sotto controllo attraverso coperture apposite e costante irrigazione, ma che potrebbe aumentare in vista della fase di triturazione del basalto, fondamentale per creare il letto dei binari. Ma da parte di Bernini arriva la rassicurazione: «L’operazione dovrà essere effettuata in un contenitore chiuso che non permetta la fuoriuscita di polveri e rumore, e che sarà in funzione per circa 7-8 mesi a partire dall’autunno», previa autorizzazione della Regione, che ha deliberato in proposito proprio nel pomeriggio. Una soluzione al momento approvata dal presidente del Municipio Centro Ovest, Franco Marenco, che si è detto soddisfatto della collaborazione dimostrata da Rfi e della disponibilità a creare un tavolo di confronto con Comune, Municipio e comitati del quartiere per monitorare l’andamento dei lavori in una fase così delicata.

«La richiesta da parte del Municipio, esaudita da Rfi, di allargare la viabilità tra il Campasso e Brin avrà risvolti molto positivi sul trasporto pubblico urbano - ha concluso Bernini - convoglierà il transito dei cittadini verso la metro, che entro il 2019 se il Porto mette in atto quanto richiesto negli accordi arriverà sino a Voltri, e non verso via Fillak». 

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