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Crollo cimitero Camogli, firmata richiesta per intervento di Esercito e Marina Militare

Richiesto l’impiego di «strutture operative nazionali specializzate e dotate delle professionalità, competenze e attrezzature non disponibili presso le risorse locali, territoriali e regionali già dispiegate»

Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha firmato mercoledì 24 febbraio la richiesta di Stato di Mobilitazione del Servizio nazionale di Protezione civile, inviata al presidente del Consiglio Mario Draghi e al Capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile Angelo Borrelli a seguito del crollo della falesia in corrispondenza del cimitero di Camogli.

La richiesta del governatore segue l’interlocuzione avvenuta ieri con Borrelli e con il ministro della Difesa Lorenzo Guerini per consentire, nelle more della richiesta e della risposta del Governo, di anticipare i tempi dell’intervento dei militari del reparto speciale Comsubin della Marina Militare, sul posto da questa mattina per il sopralluogo finalizzato alla valutazione dell’intervento di recupero dei feretri finiti in mare a seguito del crollo e dello smaltimento del materiale di frana.

Presenti anche i tecnici della Fondazione Cima e dell’Università di Firenze, per le ulteriori valutazioni sullo scenario di rischio della falesia nella cittadina del levante genovese: si tratta degli stessi soggetti che insieme a Regione Liguria avevano gestito l’emergenza a seguito della frana che nel novembre del 2019 provocò il crollo della campata del viadotto dell’autostrada A6 Torino Savona.

Nella richiesta dello Stato di Mobilitazione il presidente Toti sottolinea che «le operazioni di recupero delle salme, finalizzate alla tutela della pubblica salute e alla doverosa restituzione della dignità alle sepolture, sono subordinate alla verifica delle condizioni di sicurezza a fronte della possibile evoluzione del dissesto per cui è necessario provvedere con urgenza alla messa in sicurezza» della falesia e del cimitero sovrastante.

Per questo, viene richiesto l’impiego di «strutture operative nazionali specializzate e dotate delle professionalità, competenze e attrezzature non disponibili presso le risorse locali, territoriali e regionali già dispiegate».

Il riconoscimento dello 'stato di mobilitazione' costituisce l’ultimo passo per avviare la fase operativa degli interventi.
Oggi pomeriggio alle 15 l'assessore alla Protezione civile Giacomo Giampedrone è arrivato nuovamente a Camogli per una riunione nella sede del Comune con tutti i soggetti coinvolti nelle operazioni.

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