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Crollo Camogli, sensori wireless per monitorare il fronte in attesa della Marina

I vigili del fuoco stanno installando la rete che consentirà di tenere monitorata la falesia e controllare eventuali nuovi cedimenti. Si attende intanto l’arrivo del raggruppamento subacquei e incursori

Proseguono a Camogli le operazioni di messa in sicurezza della falesia franata lo scorso lunedì portando con sé parte del cimitero soprastante e centinaia di bare, in parte finite in mare e in parte rimaste seppellite sotto le macerie.

Firmata la richiesta di stato di mobilitazione, in Liguria si attende l’arrivo degli uomini scelti della Marina che si occuperanno di recuperare via mare i feretri, mentre i vigili del fuoco del nucleo Saf (speleo –alpino – fluviale) in queste ore stanno montando la rete wireless di sensori che serviranno a monitorare il fronte franoso e lo stato della falesia. In particolare lo “sperone” rimasto in bilico e a rischio ulteriore cedimento.

«Si tratta di un passaggio fondamentale che coincide con l’avvio delle operazioni di controllo del fronte di frana, concordate dopo il crollo dei giorni scorsi - ha spiegato l’assessore alla Protezione civile, Giacomo Giampedrone - L’installazione della rete di sensori è propedeutica all’avvio delle operazioni a mare, che avverranno tramite il Comando raggruppamento subacquei e incursori "Teseo Tesei" della Marina Militare (Comsubin) insieme a tutte le altre forze dello Stato, e per le operazioni di recupero dei feretri, ed è il risultato concreto della sinergia messa in campo tra Protezione civile regionale e Dipartimento nazionale con il supporto dei tecnici specializzati della Fondazione Cima e dell’Università di Firenze».

Nei giorni scorsi infatti i tecnici della Protezione Civile hanno effettuato un sopralluogo insieme con gli esperti della Fondazione Cima e dell’Università di Firenze, lo stesso team intervenuto in occasione della frana sulla A6. Nel caso di Camogli la porzione di territorio interessata è decisamente più piccola, ma la situazione è molto complessa a causa della posizione del cimitero, della presenza di un belvedere e di una strada sottostante, e soprattutto della presenza dei feretri di persone che hanno familiari preoccupati e in ansia per i resti dei loro cari. Di loro si sta occupando il Comune, che ha già avviando un censimento per cercare di capire quante e quali bare risultino disperse offrendo ai parenti sostegno psicologico e pratico.

Le operazioni di recupero via mare dovrebbero iniziare nel fine settimana, al più tardi lunedì, e si sta intanto procedendo con una ditta specializzata a demolire da terra le parti del cimitero che restano in equilibrio precario. Sono in corso inoltre gli interventi di disgaggio di alcune parti pericolanti della falesia.

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