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Crollo Camogli, cresce il numero delle salme disperse: si lavora per contenere altri cedimenti

Posizionate le reti metalliche che nei prossimi giorni verranno ancorate per prevenire eventuali altri crolli e per consentire ai palombari e ai vigili del fuoco di recuperare le bare in acqua e sotto i detriti

Proseguono a Camogli le operazioni di recupero delle bare e dei resti andati dispersi con il crollo della falesia su cui sorge il cimitero, e si alza la stima inziiale: non 200, ma oltre 300 le bare cadute in mare, complice il fatto che all'interno di ogni loculo erano presenti più corpi. Il conto non è però ancora definitivo, e il Comune sta portando avanti il censimento necessario per stabilire quante sepolture sono rimaste intonse e quante invece sono andate distrutte dalla frana, incrociando in certi casi dati presenti su documenti molto vecchi.

Gli interventi vanno avanti sia via mare sia via terra, con gli occhi sempre puntati sul fronte franoso per cercare di prevenire eventuali ulteriori distacchi e cedimenti. Fronte mare, i palombari del Comsubin martedì hanno finito di setacciare il 75% dell’area attualmente delimitata dalle panne subacquee posizionate per tentare di contenere l’area, ritrovando 4 ossari, 3 salme e 2 feretri, mercoledì ne sono state recuperate altre 6. 

Una volta raggiunta la copertura del 100% e posizionate le reti metalliche di contenimento del fronte franoso, l’area subacquea verrà ampliata e l’esplorazione dei fondali alla ricerca dei resti potrà proseguire. Con venerdì partirà quindi la seconda fase delle operazioni via mare per il recupero dei feretri rimasti seppelliti nella parte franata, sfruttando il pontone e del braccio meccanico, ma preoccupa il mare, visto il peggioramento previsto per il fine settimana.

«Abbiamo installato delle reti per contenere almeno in parte l'eventuale forza delle onde - spiega l'assessore alla Protezione Civile, Giacomo Giampedrone - Ma chiaramente una mareggiata grande non verrebbe contenuta. Per adesso siamo riusciti a rimuovere tutto ciò che di pericolante c'era nel cimitero, e siamo intervenuti in acqua per i recuperi, ma dobbiamo procedere con molta delicatezza e con molta precisione, cercando anche di far lavorare in sicurezza gli operatori su cui incombe materiale a rischio crollo. Non possono restare per molto tempo nella stessa zona, e di sicuro a oggi non possono materialmente scavare tra le macerie».

VIDEO | Crollo Camogli, ricerche senza sosta per il recupero delle bare disperse

Per quanto riguarda invece le operazioni da terra, è stato completato lo spostamento dei feretri contenuti nei loculi che verranno demoliti ed è stata imbragata la cappelletta bianca, quella che restava in bilico e a rischio crollo. Al suo interno 8 feretri che proprio oggi verranno spostati, in modo da consentire ai tecnici del Comune e della Protezione Civile, insieme con le ditte specializzate, di studiare il modo migliore per metterla in sicurezza e rimuoverla.

Sono stati inoltre testati i sensori posizionati dai vigili del fuoco, necessari per monitorare la falesia e intervenire in caso di ulteriori cedimenti, con la richiesta del sindaco di Camogli, Francesco Olivari, di installarne in seguito altri sulla parte di ponente della falesia in via precauzionale.

Nel corso del punto di aggiornamento di martedì sera, cui hanno partecipato l’assessore regionale alla Protezione Civile, Giacomo Giampedrone, e il sindaco di Camogli, Francesco Olivari, sono intervenuti anche gli esperti della Fondazione Cima e dell’Università di Firenze, confermando che l’installazione delle reti metalliche aiuterà ad ampliare la cosiddetta “zona gialla”, quella in cui si può operare in sicurezza, riducendo i rischi per chi è al lavoro per recuperare i feretri.

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