Cronaca

Trasporta 633 chilogrammi di hashish fra le arance, camionista condannato

Nell'aprile 2018 la Polizia stradale aveva fermato l'autoarticolato in autostrada, scoprendo il carico di droga. Sette mesi dopo è arrivata la sentenza

Dopo quasi sette mesi di detenzione, Mario Miranda, l'autista che lo scorso aprile fu trovato dalla Polizia Stradale di Genova alla guida di un autoarticolato carico di quasi 700 chili di hashish nascosti tra numerose cassette di arance, ha patteggiato una pena di 3 anni di reclusione, 13mila euro di multa e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici.

Era l'alba del 14 aprile, quando una pattuglia della Stradale in servizio in autostrada, in prossimità di Pegli, sottopose a controllo l'autoarticolato italiano. Nel corso del controllo la pattuglia verificò che l'autoarticolato, proveniente da Malaga (Spagna) e diretto a Salerno, trasporta un carico di arance sistemato in cassette caricate su bancali che occupavano l'intera cella frigorifera.

Durante il controllo la pattuglia fu però allarmata dal forte stato di agitazione dell'autista e decise di effettuare un controllo più approfondito. Fu così che al centro del rimorchio rinvenne un bancale contenente una ventina di pacchi rivestiti in juta riportanti la scritta rossa “Toyota”, che nascondevano ognuno diversi panetti di hashish del peso di circa 100 grammi ciascuno, per un peso complessivo di 633,50 chilogrammi di sostanza stupefacente.

Successivi accertamenti hanno evidenziato inoltre che il destinatario del carico di arance indicato sui documenti era estraneo a questo trasporto, che il trattore stradale era stato dotato di una carta di circolazione rubata in bianco e contraffatta, in quanto l'originaria carta di circolazione era stata ritirata circa 6 mesi prima dalla Polizia Stradale di Roma in conseguenza di gravi infrazioni in materia di autotrasporto e che il semirimorchio era stato dotato della carta di circolazione originale e di tutti gli elementi identificativi (numero di telaio, targhette identificative, gruppo frigorifero) appartenenti a un altro semirimorchio gravemente danneggiato a seguito di incidente stradale.

Dopo aver dato in beneficenza il carico di arance, sottoposto a sequestro il carico illegale e il complesso veicolare, l'autotrasportatore era stato arrestato e, su disposizione del sostituto procuratore Silvia Saracino trasferito presso il carcere di Marassi, dove è rimasto fino a oggi in attesa della sentenza definitiva.

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