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"Non ricordo"

Inchiesta corruzione: i "non ricordo" dell'ex avvocato dello Stato su calata Concenter

Durante le due ore e mezza di interrogatorio avrebbe detto ai pm di non ricordare come fossero andate le cose, non sapendo quindi rispondere a molte delle richieste di chiarimenti

"Lacunoso". Si potrebbe definire così, stando a quanto filtra, l'interrogatorio di ieri in procura, come persona informata sui fatti, di Anna Maria Bonomo, ex avvocato distrettuale dello Stato di Genova, in Autorità Portale con funzioni di raccordo con l'avvocatura dello Stato.

Bonomo è stata sentita giovedì pomeriggio nell'ambito della maxi inchiesta sulla corruzione che ha portato agli arresti domiciliari del presidente della Regione (sospeso) Giovanni Toti, dell'imprenditore Aldo Spinelli e alla detenzione in carcere di Paolo Emilio Signorini, all'epoca dei fatti presidente dell'Autorità Portuale, oggi Ad di Iren, sospeso dall'incarico.

Bonomo è stata sentita perché risulta tra le figure interne all'Autorità Portuale ad aver espresso non pochi dubbi sulla pratica del tombamento di calata Concenter, un'area ritenuta fondamentale da Aldo Spinelli per lo sviluppo dei propri affari e in cambio della quale, nell'ambito di una pace con Gianluigi Aponte, il patron di MSC, avrebbe liberato Ponte Rubattino.

Come ricostruiscono gli investigatori, durante una conversazione con Signorini e Paolo Piacenza, all'epoca segretario generale di ADSP, oggi commissario, anch'egli indagato (per abuso d'ufficio), Spinelli: "manifestava la propria disponibilità a cedere a MSC l'area di ponte Rubattino, rappresentando però la necessità di avere un tempo tecnico per dismettere le attuali attività delle rinfuse bianche. L'imprenditore dichiarava più volte che la questione si sarebbe risolta con il tombamento di calata Concenter e la conseguente assegnazione dell'area così formatasi allo stesso Spinelli, che avrebbe quindi liberato le superfici di ponte Rubattino". 

L'ex avvocato dello Stato, durante le due ore e mezza di interrogatorio avrebbe detto ai pm di non ricordare come fossero andate le cose, non sapendo quindi rispondere a molte delle richieste di chiarimenti. La stessa Bonomo, intercettata al telefono con Paolo Piacenza circa la volontà del commissario Marco Bucci di inserire un decreto per un nuovo progetto all'interno del Programma Straordinario, "rappresentava preliminarmente di non essere stata interpellata su questo aggiornamento, di cui aveva sentito solamente parlare, salvo poi invitare l’interlocutore a fare attenzione onde evitare possibili ricorsi legati al superamento del termine ultimo di 36 mesi, fissato dalla legge, per ulteriori inserimenti nel Programma Straordinario".

“Guarda, - spiegava Bonomo - io... non ... nessuno mi ha chiesto niente prima, ho sentito che ne parlavate e non ho neanche ben capito che cosa si debba inserire. Ora, io direi di stare molto attenti, nel senso che già in uno degli ultimi ricorsi che hanno fatto, quelli contro Carmagnani, eccetera, contestano l'inserimento successivo anche di opere, proprio perché comunque è già passato il termine di trentasei mesi fissato dalla legge e, quindi... ora, può non escludersi, ma... che opera è, questa che vogliono inserire?".

Piacenza le aveva risposto che si trattava del tombamento di calata Concenter: "Qual è l'interesse di inserirlo adesso nel piano straordinario, una volta che i termini sono già scaduti?. Ora i 36 mesi sono passati e inserire opere nuove sembra un po’ contrario alla legge", aveva replicato Bonomo.

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