Cronaca Centro / Piazza Raffaele de Ferrari

«Giù le mani dal lupo», a De Ferrari sit-in contro la riapertura della caccia

Le associazioni animaliste si sono date appuntamento per mercoledì 1 febbraio sotto il palazzo della Regione per protestare contro l'abbattimento selettivo proposto dal ministero dell'Ambiente

«Giù le mani dal lupo»: gli animalisti genovesi scendono in piazza per un sit-in di protesta contro l’approvazione del nuovo “Piano di conservazione e gestione lupo” da parte della Conferenza Stato-Regione, e la conseguente decisione di riaprire la caccia di selezione in deroga ai lupi, già specie protetta, una proposta che andrà al voto definitivo giovedì 2 febbraio.

«Chiediamo che la Liguria segua l’esempio di chi, come Lazio e Puglia, ha già annunciato il voto contrario all’uccisione dei lupi», fanno sapere gli Animalisti Genovesi, annunciando l’intenzione di riunirsi in piazza De Ferrari mercoledì, vigilia del voto, a partire dalle 14, per sensibilizzare l’opinione pubblica e invocare un intervento da parte della Regione. Dove la tendenza sembra essere quella di votare sì al piano voluto dal ministero dell’Ambiente: «Il ministro Galletti purtroppo persiste nell’intenzione di procedere con l’abbattimento dei capi considerati in esubero, affermando sprezzantemente di voler seguire le ragioni della scienza e non le questioni “di pancia” di qualche animalista - fanno sapere le associazioni - In questo modo dimostra sia di non aver alcun rispetto dell’individualità di ciascuna vita sia di ignorare i numerosi studi scientifici che dimostrano come in realtà l’abbattimento dei lupi non sia affatto efficace né per la tutela dell’ecosistema, né per prevenire il bracconaggio, che anzi ne viene rafforzato».

Tra le proposte alternative all'abbattimento avanzate dalle associazioni per tenere sotto controllo e prevenire i sempre più frequenti attacchi agli allevamenti, la sorveglianza dei pascoli, l'utilizzo di cani da guardia di razza pastore abruzzese o maremmano, e le recinzioni fisse e mobili elettrificate.

«Per i lupi non sono possibili abbattimenti realmente selettivi, con i quali anzi i comportamenti predatori potrebbero aggravarsi - proseguono gli animalisti - Diversi studi internazionali, condotti in aree dove il lupo è cacciato, confermano che uccidere alcuni esemplari può comportare per i sopravvissuti, oltre alla destrutturazione del branco a cui appartengono, anche la perdita della capacità di predare in gruppo la fauna selvatica, con conseguente rischio di aumento degli attacchi alla fauna domestica».

Nei giorni scorsi anche la Lav era scesa in campo per salvare il lupo, recapitando una lettera al presidente della Regione, Giovanni Toti, in cui chiedeva di «cacciare un "no" e fermare la strage, una soluzione né etica né efficace». E proprio la Regione oggi ha chiesto che all’ordine del giorno della prossima commissione Politiche agricole, convocata per mercoledì 1 febbraio, a Roma, sia inserito un approfondimento sul nuovo Piano, sottolineando che «per quanto il testo presenti molti elementi condivisibili, come la lotta al bracconaggio, come Regione Liguria saremmo più propensi ad affrontare le problematiche inerenti alla presenza del lupo nel nostro entroterra puntando maggiormente su sistemi di prevenzione», ha spiegato l’assessore all’Agricoltura, Stefano Mai, aggiungendo che «l’obiettivo finale resta la tutela e la messa in sicurezza del comparto zootecnico locale». 

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