Scarichi fognari nel lago del Brugneto, multato il gestore del servizio idrico

I carabinieri Forestale hanno scoperto un impianto di depurazione, che non sarebbe mai entrato in funzione, e due scarichi fognari 'a vista', il cui responsabile è stato individuato nel Gestore Unico del Servizio Idrico Integrato

In seguito a numerose segnalazioni da parte di cittadini, la stazione carabinieri Forestale di Montebruno ha proceduto nelle passate settimane, insieme a personale dell'Arpal, al controllo di un impianto di depurazione di acque reflue urbane sito in località Bavastri nel comune di Torriglia.

Depuratore mai entrato in funzione

Dagli accertamenti svolti sul posto è emerso tuttavia che il suddetto impianto di depurazione è in completo stato di abbandono e non in funzione. La costruzione di tale impianto era stata approvata nell'anno 1999, dall'allora Provincia di Genova, in ottemperanza alla apposita Legge Regionale 28 gennaio 1997, numero 5 'Disposizioni sugli scarichi delle pubbliche fognature esistenti nel Bacino imbrifero del Brugneto'.

Tale normativa, adottata dal legislatore regionale al fine di contenere e controllare rischi di inquinamento ambientale, nonché di garantire i fini idropotabili dell'invaso del Brugneto e il mantenimento delle caratteristiche qualitative delle acque, prevedeva giustappunto la previsione di adozione di progetti di impianti di depurazione degli scarichi delle pubbliche fognature, a servizio degli insediamenti esistenti al momento di entrata della norma recapitanti nel bacino imbrifero del Brugneto, a monte della diga omonima.

Il suddetto impianto di depurazione, nonostante sia stato realizzato (con fondi dell'ex Provincia di Genova), non sarebbe quindi mai entrato in funzione per problemi legati alla mancanza di un'adeguata potenza elettrica sull'elettrodotto ivi presente e per conseguenti insostenibili costi di allaccio al più vicino elettrodotto di maggiore potenza.

Scarichi fognari non a norma

Tuttavia, sul posto, è stata verificata la presenza di due distinti scarichi di acque reflue urbane 'brute', cioè non depurate in alcun modo, provenienti dagli impianti fognari pubblici a servizio delle frazioni Garaventa e Bavastri; gli scarichi in questione immettono le acque reflue in piccoli rivi immediatamente prospicienti lo specchio lacustre del lago del Brugneto, bacino di approvvigionamento idrico per la città di Genova, classificato quale “Area di salvaguardia” ai sensi dell'articolo 94 del D.lgs. 152/2006 e s.m.i. (Testo Unico Ambiente).

Da accertamenti svolti presso la Città Metropolitana di Genova, i suddetti scarichi di fognature non sono mai stati in alcun modo autorizzati e non risultano - secondo la vigente normativa - in alcun modo ammessi e autorizzabili. I due scarichi illeciti - inoltre - insistono immediatamente nei pressi del percorso escursionistico 'Anello del lago del Brugneto' all'interno dell'Area Naturale Protetta Regionale 'Parco dell'Antola', frequentato da migliaia di escursionisti ogni anno.

Indescrivibile la situazione vista dagli occhi di un turista; infatti, a valle dei suddetti scarichi fognari, erano chiaramente visibili i segni di escrementi, di carta igienica utilizzata, nonché altri rifiuti (assorbenti, etc.), che emanavano un acuto e intenso odore di fognature. Il responsabile di tali scarichi illeciti è stato individuato nel Gestore Unico del Servizio Idrico Integrato - attualmente attivo per l'Ambito Territoriale Ottimale di Genova.

Multato il gestore del servizio idrico

Alla società in questione sono state quindi elevate due distinte sanzioni amministrative per la violazione dell'articolo 124 del D.lgs. 152/2006 e s.m.i. (Testo Unico Ambiente), sanzionato dall'art.133 comma 2 del medesimo D.lgs., che prevede il pagamento di sanzione amministrativa da un minimo di seimila a un massimo di sessantamila euro, a seguito di apposita ordinanza-ingiunzione di pagamento da parte dell'Autorità Competente in materia, in questo specifico caso Regione Liguria.

A seguito degli accertamenti posti in essere, si è constatato inoltre che la società in questione abbia riscosso per gli ultimi 10 anni, dagli abitanti delle suddette frazioni del Comune di Torriglia, una tariffa per i servizi di fognatura e depurazione all'interno della bolletta per la fornitura di acqua, nonostante, di fatto, non fosse adottato alcun sistema di depurazione alle acque reflue urbane recapitate in pubblica fognatura.

Tale fatto - peraltro - viene previsto normativamente dall'articolo 155 che cita testualmente che "Le quote di tariffa riferite ai servizi di pubblica fognatura e di depurazione sono dovute dagli utenti anche nel caso in cui manchino impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi". Tale articolo è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo, con sentenza della Corte costituzionale numero 335 del 2008, ma non è stato di fatto abrogato.

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Al momento dei controlli, effettuati con il supporto tecnico di Arpal - fortunatamente - non sono state rilevate situazioni di pericolosità dal punto di vista ambientale tali da destare sospetto su eventuali situazioni di compromissione ambientale delle acque del lago del Brugneto.

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