Cronaca Calata Giovanni Bettolo

Bomba a calata Bettolo, la bonifica entro fine maggio e durante la notte

L'ordigno bellico rinvenuto lo scorso 5 febbraio nel porto di Genova dovrebbe essere disinnescato la notte del 24 maggio, quando la città si fermerà per almeno tre ore oer consentire di portare a termine le operazioni

Andranno in scena molto probabilmente di notte le operazioni di messa in sicurezza dell’ordigno bellico che lo scorso 5 febbraio è stato ritrovato a calata Bettolo, nel porto di Genova: è quanto è stato stabilito dalle autorità durante un tavolo tecnico convocato in Prefettura proprio per discutere delle procedure da adottare per la bonifica.

A oggi la data scelta per consentire ai militari del 32esimo Reggimento Genio Guastatori di Torino di portare a termine le operazioni sembra essere fissata entro la fine di maggio (probabilmente nella notte di domenica 24), quando l’area intorno al porto verrà completamente chiusa al traffico e chi risiede entro un raggio di 800 metri dalla bomba dovrà lasciare la propria casa. Nel restante chilometro che le autorità hanno incluso nella zona di sicurezza, i residenti dovranno necessariamente rimanere chiusi nelle proprie abitazioni, a meno che non siano a rischio dal punto di vista strutturale e quindi anche in questo caso soggette a evacuazione (in entrambi i casi sarà il Comune a occuparsi del censimento e a comunicare l'esito).

Le zone interessate dal “coprifuoco” a oggi sono centro storico, San Teodoro, Di Negro e Sampierdarena, ospedale Villa Scassi compreso, che rimarrà chiuso per l’intera durata delle operazioni. L’ordigno, una bomba inesplosa di produzione americana del peso di oltre 200 chilogrammi, risale alla Seconda Guerra Mondiale, e l’attenzione delle autorità è concentrata sul modo migliore per disinnescarla. Le ipotesi portate al tavolo tecnico sono due: un dispolettamento direttamente sul posto, o il trasporto in una cava dove poi verrebbe fatta brillare.

Di certo al momento c’è che per qualche ora Genova si fermerà completamente, con aeroporto, ferrovie, autostrade e porto chiusi, trasmissioni radio, tv e rete cellulare disattivate in gran parte della città e circa 70mila genovesi evacuati.

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