Cronaca

Blueprint, in mostra i progetti per rivoluzionare il waterfront cittadino

Le 76 tavole presentate dai 500 architetti che hanno preso parte al concorso indetto per trasformare il frontemare in esposizione a Palazzo Rosso: «Aspettiamo gli investitori»

I progetti dela  Blueprint Competition si svelano alla città: dopo la “bocciatura” ricevuta dalla commissione , le 76 tavole che raccontano le idee e le visioni dei 500 architetti provenienti da 16 Paesi che hanno partecipato al concorso per rivoluzionare il waterfront cittadino restano esposte sino al 4 maggio nella sale di Palazzo Rosso. Un’iniziativa all’insegna della trasparenza, ha spiegato il sindaco Marco Doria, finalizzata a fornire spunti e ispirazione e attirare potenziali nuovi investitori.

«La fase finale del progetto Blueprint prevedeva che si facesse avanti un soggetto con capacità di investimento, in grado di finanziare parte degli interventi. Sarebbe dovuto succede in qualunque ipotesi di soluzione - spiega Doria - Questa situazione lascia più spazio a potenziali investitori, che è fondamentale si facciano avanti: il Comune ha già una serie di contatti per la realizzazione degli interventi, ma aspettiamo proposte formali per muoverci, e la mostra serve anche a fornire materiale utile per approfondire il progetto».

In particolare, il Comune è già al lavoro per acquisire i 28,5 milioni di euro - 13,5 con la delibera Cipe inserita nel Patto per Genova, 18 attraverso il Ministro dei Beni Culturali - necessari per iniziare alcuni interventi ritenuti “fondamentali” per dare il via alla trasformazione del waterfront cittadino e della zona della Fiera: abbattimento dell’ex Nira, bonifica di amianto, riqualificazione della Batteria Stella, «un manufatto vincolato, da tutelare», e abbassamento della Sopraelevata nella parte finale.

«Ci stiamo muovendo, a livello burocratico e formale, per differenziare le destinazioni dei fondi, ma le opere di costruzione di infrastrutture possono partire a prescindere dalla presenza di un progetto. Contiamo che entro la fine dell’anno si facciano avanti formalmente gli investitori, lo scopo è ovviamente non snaturare il progetto di Renzo Piano, che ha centrato in pieno la concezione di riqualificazione del fronte mare: ricucire gli spazi urbani, collegare la parte della Fiera, che non è una landa desolata, al resto della città, e riempire un vuoto urbano».

«Questa mostra è il risultato di un anno di lavoro, e ripartiamo da qui per un’opera importantissima - aggiunge Stefano Franciolini, presidente di Spim Genova - Speriamo che la mostra sia molto visitata, e le proposte osservate con attenzione. Ci sono anche errori, cose eccessive, ma ci sono proposte interessanti. Modificheremo il percorso che avrebbe dovuto prevedere un vincitore , che alla fine non è arrivato. Si tratta di un esito alternativo, e dobbiamo adattarci a questo cambiamento».

Le tavole dei progetti rimarranno dunque in mostra un mese, mostrando ai cittadini le idee degli architetti: ponti, passeggiate, impianti sportivi, padiglioni futuristici e decine di altri spunti per trasformare il waterfront e concretizzare l’idea dell’archistar Piano. Alcuni «decisamente fattibili, altri un po’ meno», conclude Doria, ma comunque tutti utili per trarre spunto e attrarre i desiderati e necessari investimenti. Che dovranno poi essere gestiti dalla nuova amministrazione.

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