rotate-mobile
Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca

Se questo è un fiume: alberi, piante, detriti e cinghiali nei rivi genovesi

Viaggio di Genova Today in Valbisagno: in vista dell'autunno, preoccupa lo stato di Bisagno, Fereggiano e Geirato, ora a secco e apparentemente non ancora pronti ad accogliere la stagione delle piogge

Manca meno di un mese all’inizio dell’autunno e Genova già trema, scruta i suoi 88 tra rivi e torrenti sparsi sul territorio, guarda con occhio critico i loro letti e teme la pioggia. Un timore fondato, non soltanto perché sono bastati due giorni di maltempo, un temporale ferragostano che ha colto la città sul finire dell’estate, per causare principi di allagamenti in strade, piazze e sottopassi, ma anche perché a guardare lo stato dei fiumi che durante le tragiche alluvioni del 2011 e del 2014 sono esondati causando anche la morte di 7 persone (6 nel novembre 2011, una nell’ottobre scorso), la preoccupazione è inevitabile.

Vegetazione incolta, vere e proprie foreste nel bel mezzo dei letti oggi ancora pressoché asciutti, rifiuti e detriti risalenti ancora alll’ultima esondazione spuntano nel letto del Bisagno, una situazione molto simile a quella in cui versa il Fereggiano, che attraversa i quartieri di Quezzi e Marassi, e il Geirato a Molassana. Il Bisagno, in particolare, complice arbusti e cespugli cresciuti a dismisura, sembra essersi trasformato nell’habitat ideale dei cinghiali, che Genova Today ha immortalato in una mattina di fine agosto mentre stavano facendo il bagno in quello che hanno ormai eletto loro rifugio, all’altezza della rimessa degli autobus delle Gavette. In alcuni punti il 70% del letto del fiume, che nei momenti di massima piena ha raggiunto anche una portata di 1200 metri cubi al secondo, è completamente invaso dalla vegetazione. 

E anche se nel caso di forte pioggia e conseguente ingrossamento dei torrenti, canneti e altri arbusti contribuiscono a frenare la potenza dell’acqua, come hanno spiegato gli esperti di Tursi quando lo scorso giugno hanno illustrato il piano di manutenzione di rivi e torrenti in vista dell’autunno, sono tanti i genovesi che osservandoli si sentono assalire della rabbia. E’ il caso di Andrea, autista Amt che in attesa di iniziare il turno scruta il torrente Geirato all’altezza dell’omonima via con aria critica, spiegando che «è lasciato in condizioni pietose. Ogni autunno si riempie quasi sino al limite, sino a quando poi non succede il disastro. Qualche anno fa un imprenditore del quartiere si era offerte di rimuovere a sue spese i detriti presenti nel letto, ma il Comune ha spiegato che rocce e massi sono del Demanio, e non possono essere toccati. Mi chiedo però per quale motivo ogni autunno bisogna arrivare in queste condizioni». 

A poche centinaia di metri scorre il rio Ca’ De’ Rissi, un fiumiciattolo che lo scorso ottobre è stato il responsabile dell’allagamento dell’intera via Bernardini e che 4 anni fa, esondando, ha travolto decine di macchine parcheggiate nella piazza antistante: oggi il letto è pulito, e secco, ma a qualche metro di distanza, nell’omonima via sotto cui scorre, fa bella mostra di sé un cantiere, il manto stradale completamente dissestato. Non ci vuole molto a capire che basterebbe qualche ora di pioggia intensa per trasformare la zona in un pantano, e che il rio non ci metterebbe molto a uscire dalla grata sotto cui scorre per tracimare in superficie. 

Tutte preoccupazioni condivise anche dai residenti di via Fereggiano, che guardano all’omonimo torrente con un misto di inquietudine e frustrazione: in certi punti la vegetazione arriva a sfiorare i ponticelli costruiti sopra il letto, necessari per raggiungere i palazzi costruiti proprio sull’altra sponda: «Nei due giorni di temporali il fiume non ci ha messo molto a passare da secco a quasi pieno, l’acqua scendeva anche dai muraglioni portandosi dietro terreno fradicio e vegetazione che finiscono nel fiume», spiegano due pensionate appena tornate dalla spesa mattutina.

I riflettori adesso sono puntati non soltanto su Tursi, che ha ribadito di avere programmato gli interventi di manutenzione di comune accordo con i Municipi sulla base delle singole esigenze, ma anche sul passaggio della Regione, dove il nuovo governatore Giovanni Toti affronterà il suo primo autunno genovese, e dove l’assessore alla Protezione Civile, Giacomo Giampedrone, ha annunciato alcuni sostanziali cambiamenti nella gestione dell’allerta: a diramarla sarà direttamente Arpal, e i livelli saranno differenziati non più sulla base di numeri, ma di colori, da verde a rosso.

Vegetazione incolta, cinghiali e detriti: i torrenti genovesi a fine estate

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Se questo è un fiume: alberi, piante, detriti e cinghiali nei rivi genovesi

GenovaToday è in caricamento