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Cronaca

Biglietto integrato treno-bus: avanti fino al 1 maggio 2013

La sparizione del biglietto integrato slitta al 1 maggio 2013 anche grazie alla mobilitazione messa in atto in questi giorni dalle associazioni dei consumatori nei confronti di Amt e Trenitalia

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Genova - La mobilitazione messa in atto in questi giorni dalle associazioni dei consumatori (con in testa il raggruppamento Adircons, di cui fa parte anche Movimento Consumatori) ha scongiurato il fatto che, dal 1 aprile 2013, gli utenti che utilizzano per i loro spostamenti il treno e l'autobus debbano pagare 3,30 euro (1,80 di treno + 1,50 di bus) anziché gli attuali 1,50 euro del biglietto integrato.

 

Per ora si tratta del rinvio di un solo mese, perché la sparizione del biglietto integrato slitta al 1 maggio 2013. Nel frattempo sono al momento confermati gli scioperi dei treni il 5 aprile e degli autobus il 23 aprile.

Un mese nel quale bisogna fare tutti gli sforzi possibili, associazioni dei consumatori, enti locali interessati (Comune e Regione) e società interessate (Amt e Trenitalia), per arrivare a un accordo per la rinegoziazione e il mantenimento del titolo di viaggio integrato.

Il biglietto integrato treno+bus viene utilizzato da molti utenti, sia per comodità sia anche proprio per l'orografia della nostra città che si sviluppa su due assi (Voltri-Nervi e Sampierdarena-Valpolcevera, la Valbisagno è servita solo da Amt) serviti sia da Amt che da Trenitalia che, pur con tutte le note problematiche legate alle condizioni di trasporto dei pendolari, permette un utilizzo del treno in funzione “metropolitana” integrandolo, appunto, con le linee dei bus cittadini.

Movimento Consumatori pensa comunque, una volta risolto il problema del biglietto integrato, che sia necessario un ripensamento complessivo della mobilità urbana che parta dell'integrazione sempre maggiore tra le diverse modalità di trasporto pubblico, privilegiandolo nei confronti di quello privato, e mettendo in atto politiche che tendano a fidelizzare la clientela, ragionando eventualmente anche su una differenziazione tariffaria (sia per tratta che per integrazione dei mezzi utilizzato), mantenendo però basse le tariffe degli abbonamenti e praticando promozioni incentivanti.

Non ci sfugge inoltre che l'attuale configurazione dei rapporti economici tra Regione, Comune, Trenitalia e Amt così come adesso non possano garantire le condizioni base da noi auspicate in precedenza. Anche su questo le nostre organizzazioni ritengo doveroso e necessario un confronto immediato.

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