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Beni confiscati alla mafia, dopo il blitz nel centro storico il Pd si appella al governo

Interrogazione al ministero della Giustizia da parte dei parlamentari liguri del Partito Democratico per chiedere interventi concreti per la gestione degli immobili confiscati alla criminalità organizzata

Un’interrogazione parlamentare da sottoporre al ministero dell’Interno e della Giustizia per fare chiarezza sui beni confiscati alla mafia nel corso della maxi operazione iniziata a Genova nel 2009 e terminata 5 anni dopo con il sigillo a un centinaio di immobili, quasi interamente appartenenti alla famiglia Canfarotta: questa l’iniziativa dei deputati del Pd Mario Tullo, Lorenzo Basso e Mara Carocci dopo la denuncia dei volontari del Cantiere per la Legalità Responsabile, che lo scorso venerdì notte aveva organizzato un “blitz” nei vicoli del centro storico per puntare l’attenzione su immobili sequestrati alla malavita e abbandonati ormai da anni.

«Questa non è una saracinesca, ma un bene confiscato alla criminalità organizzata, quindi una risorsa per la comunità», recitavano i manifesti e i cartelli appesi sulle saracinesche di fondi, appartamenti ed esercizi commerciali del centro storico, dove le associazioni e i comitati di quartiere sono da anni impegnati in un’operazione di rilancio e riqualificazione. Una denuncia cui hanno deciso di fare eco i parlamentari Pd liguri, che hanno depositato un’interrogazione per chiedere al governo un intervento concreto per sbloccare i beni sequestrati.

«Tali immobili sono sostanzialmente destinati allo sfruttamento della prostituzione, vero “core business” della attività criminale dei Canfarotta, e sono ubicati prevalentemente nel Centro Storico nella zona della Maddalena, anche se qualche immobile si trova anche a Sampierdarena, Coronata, in Valle Sturla, a Cornigliano, Rivaroloe San Martino», si legge nel testo dell’interrogazione, dove viene sottolineato che «lo stato attuale degli immobili è critico, sono appartamenti di medio piccole dimensioni, magazzini e locali a piano strada che necessitano di urgenti interventi di ristrutturazione. Il Comune  ha svolto una serie di perizie e mappature che possono rivelarsi utili strumenti alla definizione delle condizioni dello stato degli immobili, ma risultano ancora una serie di problematiche legate alla verifica dello stato di occupazione».

«I cittadini e le principali realtà associative operanti sul territorio del quartiere della Maddalena si sono riunite nel Cantiere per la legalità responsabile attraverso il quale sono state avanzate proposte concrete per l’utilizzo degli immobili. Tale iniziativa è stata richiamata anche dall’ex Procuratore della Repubblica di Genova, Michele Di Lecce, quale "meccanismo sano di partecipazione" dei cittadini alle attività di contrasto alla criminalità organizzata», proseguono i rappresentati del Pd, che chiedono dunque al governo maggiore chiarezza sul modo di gestire i beni confiscati alla mafia e la convocazione del Nucleo di Supporto presso la Prefettura per verificare lo stato di occupazione degli immobili e in seguito raggiungere un accordo con le associazioni e il Comune per metterli in sicurezza e riutilizzarli in chiave sociale.
 

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