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Demolizione Diga e traffico, Begato protesta: «Bastava aspettare la fine dell'anno scolastico»

Primo giorno drammatico sul fronte della viabilità dopo la chiusura di via Maritano, qualche miglioramento nella mattinata di giovedì. Mirko Carissimo, consigliere municipale del Movimento 5 Stelle: «Pensiamo a una manifestazione di quartiere per sabato 20 marzo, il Comune è stato poco aperto al dialogo»

Gli abitanti di Begato avevano chiesto a gran voce la proroga dell'inizio del lavori di demolizione della Diga che prevedono la chiusura di via Maritano. Secondo i residenti in zona sarebbero bastati circa 15 giorni per evitare la concomitanza con il cantiere autostradale relativo alla galleria Monte Galletto sulla A7 in una zona già congestionata dai lavori in piazza Pallavicini e in via Ferri, ma la soluzione ideale sarebbe stata quella di aspettare la fine dell'anno scolastico per partire con la demolizione che dovrebbe durare circa due mesi. Il nodo cruciale dal punto di vista del traffico è infatti il bivio di piazza Pallavicini tra il ponte sul Polcevera e via Bellini, ma anche lo snodo in piazza per chi scende a valle da via Vezzani. 

Nessuna proroga è stata però concessa, mercoledì 17 marzo 2021 i lavori sono partiti e il traffico è andato in tilt  per tutta la mattinata tra il quartiere del Cige, Rivarolo e Certosa, soprattutto tra via Linneo, via Vezzani e piazza Pallavicini. «Una situazione mai vista prima» hanno commentato molti dei residenti del quartiere, con tempi di percorrenza lunghissimi per lavoratori e studenti. Tra le problematiche principali quella legata a tutti coloro che da Begato devono andare a prendere l'autostrada a Bolzaneto ma, non potendo percorrere via Maritano, si trovano costretti a scendere verso Rivarolo aumentando il traffico in una zona già molto complicata dal punto di vista della viabilità. 

Mirko Carissimo, consigliere del municipio Valpolcevera del Movimento 5 Stelle, ha ripercorso per Genova Today alcune delle tappe principali che hanno portato a questa situazione:  «Abbiamo subito avuto un confronto con la Polizia Municipale e grazie ad alcuni accorgimenti la situazione è leggermente migliorata nella mattinata di giovedì 18 marzo, ma non sappiamo se questo basterà considerando che i lavori andranno avanti per almeno due mesi. Stiamo lavorando per organizzare una manifestazione sabato 20 marzo, sia per il discorso della viabilità che per chiedere maggiore attenzione per il nostro quartiere, che non deve essere più utilizzato come "dormitorio", ma che ci piacerebbe potesse tornare a essere più vivibile. La demolizione della Diga è un segnale positivo, ma non vogliamo che sia fatta per poi ricreare una "Diga più in piccolo", con gli stessi problemi di prima, magari semplicemente in misura ridotta. Vorremmo, come cittadini e residenti, essere la guida della rinascita di Begato, perché conosciamo perfettamente il nostro quartiere e sappiamo di cosa possa avere (o non avere) bisogno». 

«Nei due tavoli di confronto tra febbraio e marzo - ha aggiunto Carissimo - avevamo chiesto una proroga di 15 giorni all'inizio dei lavori nella speranza che, come da programmi, potessero essere almeno conclusi i lavori alla galleria Monte Galletto sulla A7, ma la soluzione migliore a nostro avviso sarebbe stata quella di iniziare alla fine dell'anno scolastico, in un periodo dell'anno in cui le strade al mattino sono generalmente più libere. Ed è proprio questa la soluzione che vogliamo portare avanti con la manifestazione di sabato, se sarà confermata. Una manifestazione di quartiere, e non politica, che testimoni la spaccatura della vallata con due gruppi che partano separatamente da Bolzaneto in direzione via Maritano e da Begato in direzione Bolzaneto. Non dimentichiamo che parliamo di un quartiere in cui vivono circa seimila persone, ma nonostante questo abbiamo riscontrato da parte della giunta comunale una scarsa propensione al dialogo con una risposta lapidaria sulla necessità di far iniziare i lavori il 17 marzo».

«Il Comune - ha concluso Carissimo - ci ha detto che in caso di rinvio l'amministrazione avrebbe avuto da pagare delle penali sul mancato inizio dei lavori. Noi abbiamo chiesto espressamente la possibilità di revisionare la documentazione per poter stimare il danno, ma nonostante la disponibilità non abbiamo mai ricevuto questi documenti». 


 

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