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Venerdì, 7 Ottobre 2022
Cronaca

Axel, il cane aggredito da un cinghiale nel giardino di casa

Il cane di otto anni ha cercato di difendere il suo territorio ma è stato azzannato dall'ungulato che gli ha quasi perforato un polmone. Il proprietario lo ha portato di corsa in clinica sostenendo, ovviamente a sue spese, la costosa operazione

La sua colpa? Proteggere la casa del suo padrone. Axel, un cane di otto anni, si è trovato un cinghiale nel giardino e ha fatto sentire la sua voce. Purtroppo però ha avuto la peggio, ricevendo una zannata nell'addome che poteva essergli fatale.

Portato di corsa dal proprietario nella clinica Orsini, i veterinari hanno riferito che la ferita era molto profonda ma per fortuna non aveva raggiunto i polmoni. Axel è rimasto sotto i ferri per ore e poi, debilitato, è tornato nella sua casa di Bavari dove ora lo attende una lunga convalescenza.

Quando il proprietario è tornato a casa, la sera dell'infortunio, l'ungulato si trovava ancora all'interno del giardino su tutte le furie e anche l'uomo, per far uscire l'animale, ha impiegato tre quarti d'ora e rischiato grosso. La proprietà, in località Cà del Bianco, è perfettamente recintata ma il cinghiale deve aver trovato un punto debole nella rete ed è entrato.

È l'ennesimo incontro tra cinghiali e animali di famiglia che ha sfiorato la tragedia e, proprio per questa emergenza, il proprietario ha intenzione di presentare un esposto agli organi competenti. Nelle scorse settimane un cane della protezione civile era stato azzannato durante una ricerca persona nei boschi sopra a Chiavari, in questo caso l'ungulato è arrivato sulla porta di casa.

La gestione di Regione Liguria è sempre orientata ad usare le doppiette per arginare il problema dei cinghiali in città, aumentando dell'80% gli esemplari che si potranno cacciare all'apertura della stagione venatoria in programma dal 2 ottobre. Lo prevede il paino regionale di interveti urgenti per la gestione, il controllo e l'eradicazione della peste suina africana.

La posizione di Regione è osteggiata da molti studiosi secondo cui la caccia non farà che aumentare il numero di ungulati, questo perchè - spiega Ugo De Cresi tra gli altri, se la femmina matriarcale viene abbattuta tutte le femmine del nucleo, non ricevendo la procedura feromonale inibitoria della dominante, andranno in estro (due volte l'anno) e producendo la proliferazione che conosciamo. Al momento, però, non c'è dialogo tra chi vorrebbe gestire l'emergenza con sterilizzazioni efficaci e chi imbraccia il fucile.  

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